Sabato sera si è verificato un improvviso malfunzionamento al Centro di Controllo d’Area di Milano, l’infrastruttura incaricata della gestione del traffico aereo in quota nel Nord-Ovest del Paese. Il problema ha provocato ritardi, cancellazioni e voli dirottati su numerosi scali italiani, creando un effetto domino che si è protratto anche nella mattinata di domenica.
Il blackout: come si è sviluppato
Secondo una ricostruzione fornita dal Corriere della Sera, tutto ha avuto inizio intorno alle 20:20, quando si è registrato un deterioramento della connettività nel sistema di trasmissione dati del centro milanese. Poco dopo, alle 20:40, per motivi di sicurezza è stato attivato il “rateo zero”, ovvero il blocco totale di partenze e arrivi nell’area interessata.
Non si sarebbe trattato di un guasto informatico in senso stretto, ma di un problema nella rete di trasporto dei dati, che ha compromesso la comunicazione tra i sistemi radar e gli operatori di volo. L’interruzione ha impedito il decollo da scali strategici come Malpensa, Linate, Bergamo, Torino e Genova, costringendo altri aeroporti, anche del Nord-Est, a gestire atterraggi straordinari.
L’origine del problema
La causa è stata individuata in un malfunzionamento della rete E-Net, il sistema che collega i centri radar italiani e quelli internazionali, gli aeroporti e i server dell’Enav (l’ente per l’assistenza al volo). E-Net è responsabile della trasmissione di dati fondamentali: bollettini meteo, messaggi dei piloti, comunicazioni operative. Pur essendo i server sotto controllo Enav, l’infrastruttura di trasporto è gestita da un fornitore esterno, il che apre interrogativi sulla gestione tecnica e la sicurezza della rete.
La risposta di Enav e l’ipotesi di un’indagine
L’Enav ha confermato in un comunicato che il problema ha riguardato un rallentamento nei sistemi di trasmissione e ha motivato lo stop dei voli con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza operativa. Anche Eurocontrol, l’ente europeo che sovrintende al traffico aereo, ha notificato il disservizio nei bollettini alle compagnie, parlando apertamente di “radar failure”.
Nel frattempo, si profila la possibile apertura di una commissione d’inchiesta per chiarire l’accaduto e stabilire responsabilità, anche alla luce del fatto che l’Italia dispone di soli quattro centri radar: Milano (Nord-Ovest), Padova (Nord-Est), Roma Ciampino (Centro e Isole), Brindisi (Sud).

