Ai già noti effetti della semaglutide, come la riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare o la diminuzione della necessità di ricovero per insufficienza cardiaca, si aggiunge ora un nuovo beneficio: la sua capacità di proteggere i reni nei pazienti obesi affetti da malattia renale cronica (MRC).
Questa settimana, The Lancet ha pubblicato una vasta revisione sui farmaci analoghi del recettore GLP-1 (tra cui semaglutide, liraglutide e tirzepatide), evidenziando i loro effetti su diabete, obesità, apnea e altre patologie. La semaglutide, principio attivo di farmaci come Ozempic e Wegovy, si distingue per tre benefici principali:
- Riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare nei pazienti obesi.
- Miglioramento degli esiti cardiovascolari e renali nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale.
- Diminuzione della necessità di ricovero per insufficienza cardiaca.
Un nuovo studio aggiunge prove a favore dell’efficacia della semaglutide nel proteggere i reni. La malattia renale cronica è una patologia in aumento in Spagna: nel 2023, 7.280 persone hanno iniziato un trattamento sostitutivo renale (dialisi o trapianto), un leggero aumento rispetto ai 7.224 casi dell’anno precedente. Secondo il Registro Spagnolo di Dialisi e Trapianto, il 15% della popolazione adulta soffre di malattie renali, e tre pazienti su dieci con MRC sono obesi. Nel 2016, la malattia ha causato 10.700 decessi in Spagna, con un aumento del 30% negli ultimi anni.
Lo studio multicentrico internazionale SMART (SeMaglutide and Albuminuria Reduction Trial in obese individuals without diabetes) ha coinvolto 125 pazienti provenienti da quattro paesi, tra cui la Spagna come principale reclutatore. Tutti i partecipanti avevano malattia renale cronica e obesità, ma non diabete. Ai pazienti è stata somministrata una dose settimanale di semaglutide da 2,4 mg o un placebo per 24 settimane. I risultati, pubblicati su Nature Medicine, hanno mostrato una riduzione dell’albuminuria del 52% nei pazienti trattati con semaglutide rispetto al placebo. L’albuminuria, un eccesso di proteine nelle urine, è un segno di danno renale.
Anche altri agonisti del GLP-1, come dulaglutide (Trulicity) e liraglutide (Victoza), hanno dimostrato effetti positivi sulla protezione renale, secondo uno studio recente che ha analizzato sette farmaci di questa classe.
Questi risultati sottolineano il potenziale di questi farmaci non solo nella gestione dell’obesità e del diabete, ma anche nella prevenzione delle complicanze renali, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti.

