Un cittadino di Capiago Intimiano, in provincia di Como, è risultato positivo alla Dengue dopo un recente viaggio all’estero. Il paziente è attualmente sotto osservazione all’ospedale Sant’Anna, mentre nel comune sono state attivate le prime misure di prevenzione, a partire da un intervento straordinario di disinfestazione contro la zanzara tigre.
Finestre chiuse, animali in casa e orti off limits fino a lunedì: queste le indicazioni fornite dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Ats, per ridurre ogni rischio di trasmissione. Nonostante si tratti di un caso importato, la presenza della zanzara Aedes albopictus — potenziale vettore — ha reso necessarie misure precauzionali immediate.
Una “nuova normalità” legata al clima
Secondo Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica di Roma, il ritorno ciclico di virus una volta esotici come la Dengue è la conseguenza diretta dei cambiamenti climatici: “Con l’aumento delle temperature, patologie un tempo tropicali si stanno stabilizzando anche alle nostre latitudini. Nessun Paese europeo può più dirsi al sicuro”.
Anche Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario IRCCS Galeazzi, invita a non sottovalutare la situazione: “Il clima caldo e umido prolunga il ciclo vitale delle zanzare. Questo espone l’Italia a una diffusione potenzialmente endemica della Dengue, alimentata anche dai viaggi verso Paesi dove il virus è già stabilmente presente”.
Focus sulla prevenzione: disinfestare e agire subito
Maggio e giugno sono mesi cruciali per contrastare la proliferazione delle zanzare. Lo sottolinea Augusto Scirocchi, entomologo medico, che avverte: “Le aree più a rischio non sono i parchi, ma terrazzi, cimiteri e tombini, dove si formano piccole raccolte d’acqua ideali per la deposizione delle uova. È fondamentale l’uso di larvicidi e la collaborazione dei cittadini”.
Anche Matteo Bassetti, infettivologo del Policlinico San Martino di Genova, rilancia l’allarme: “Serve un’azione decisa da parte dei sindaci. I comuni devono investire in disinfestazioni regolari. I fondi scarseggiano, ma il rischio sanitario cresce. Il caso di Fano dell’anno scorso non può restare un precedente ignorato”.
Casi in aumento: quasi 700 nel 2024
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, tra gennaio e inizio dicembre 2024 si sono registrati 693 casi confermati di Dengue: 213 autoctoni (contratti in Italia) e 480 importati. A questi si aggiungono altri virus trasmessi da insetti vettori, come Zika, Chikungunya e Toscana virus.
Quando preoccuparsi? Sintomi e test
La Dengue può manifestarsi con febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa e, in alcuni casi, eruzioni cutanee. Tuttavia, l’ISS chiarisce che solo un test di laboratorio può confermare l’infezione, poiché i sintomi possono essere assenti o molto generici.
È raccomandata una verifica clinica se:
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si hanno sintomi compatibili e si è tornati da un’area endemica;
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si vive o soggiorna in una zona dove è stato confermato un caso;
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si è stati a stretto contatto con un soggetto infetto.
Ciccozzi: “Nessun allarme, ma non abbassare la guardia”
Il caso comasco non deve generare panico, spiega Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Bio-Medico di Roma: “Parliamo di un contagio importato. Tuttavia, la presenza della zanzara tigre in Italia rende plausibile la trasmissione, se non si interviene subito. Serve pianificare in anticipo le disinfestazioni”.

