Il Comune di Santa Cruz ha assegnato, per un valore di un milione di euro, il contratto per la fornitura, installazione e messa in funzione della Zona a Basse Emissioni (ZBE), che limiterà l’accesso dei veicoli al centro cittadino. La società incaricata è Teva, specializzata nello sviluppo di sistemi intelligenti per i trasporti, che si occuperà della progettazione tecnica della nuova piattaforma di mobilità urbana, pensata per favorire strategie più sostenibili dal punto di vista ambientale.
L’impresa si occuperà dell’acquisto dei materiali, dell’esecuzione delle opere e dell’implementazione dei software e sistemi necessari per dare forma alla ZBE nel capoluogo, un progetto approvato dalla Giunta il 10 giugno 2024.
Alla gara d’appalto hanno partecipato otto aziende, ma è stata Teva ad aggiudicarsi il contratto. Toccherà ora a lei sviluppare l’ultima fase per l’attuazione del progetto, che verrà finanziato con fondi europei Next Generation e che prevede investimenti già pianificati fino al 2026.
Tuttavia, non sono mancate le prime critiche. L’associazione di residenti El Perenquén Zona Urban ha espresso forte preoccupazione, dichiarando che “il Comune non può procedere con contratti legati alla ZBE in assenza di un regolamento approvato. Valuteremo le azioni legali da intraprendere di fronte a questa manifesta illegalità”.
L’amministrazione comunale ha replicato affermando che “l’assegnazione riguarda solo il progetto tecnico, e non serve che il regolamento sia già attivo per procedere con l’installazione delle telecamere e del centro di controllo”. Secondo questa interpretazione, la parte normativa può procedere in parallelo a quella tecnica. Ma la questione solleva dubbi su trasparenza e tempi: è corretto investire risorse pubbliche su infrastrutture prima ancora che siano definite regole chiare e condivise?
Il progetto — imposto dalla normativa europea a tutti i comuni con più di 50.000 abitanti — è già stato oggetto di un ricorso presentato dal gruppo municipale Vox, che ha denunciato il potenziale impatto economico negativo sulle attività commerciali e sulla mobilità dei cittadini. Il Tribunale Amministrativo n. 3 di Santa Cruz de Tenerife ha accolto il ricorso e lo ha ammesso a giudizio lo scorso marzo.
Secondo la proposta attuale, nella ZBE potranno circolare solo i veicoli autorizzati, ben identificati, e in linea generale saranno esclusi quelli non conformi. Faranno eccezione i mezzi dei servizi pubblici essenziali (polizia, vigili del fuoco, ambulanze, ecc.) e i veicoli di imprese o autonomi che operano nella zona o nei mercati cittadini interni alla ZBE.
La società Teva ha dichiarato che verranno utilizzate tecnologie di Intelligenza Artificiale e Big Data per analizzare in tempo reale grandi quantità di dati, individuare modelli di traffico e fornire report utili al controllo delle emissioni. Ma resta da capire in che misura queste tecnologie contribuiranno realmente a migliorare la qualità dell’aria e non a creare nuove barriere sociali e logistiche.

