Il Governo delle Canarie esonera Disa e ITER dalla valutazione d’impatto ambientale: potranno eseguire sondaggi in quattro aree dell’isola alla ricerca di risorse geotermiche.
Quasi due anni dopo l’avvio del bando che ha dato il via alla ricerca di risorse geotermiche a Tenerife, il Governo delle Canarie ha finalmente concesso l’autorizzazione a Disa e all’ITER (Istituto Tecnologico ed Energetico delle Canarie) per effettuare perforazioni oltre i 2.000 metri di profondità. L’obiettivo: individuare potenziali risorse geotermiche nell’isola.
La società energetica, tramite la sua filiale Energía Geotérmica de Canarias, e l’ente pubblico ITER erano in attesa da settimane del via libera da parte della Direzione Generale dell’Industria. Le due entità avevano firmato un accordo pubblico-privato nel 2023 per collaborare nella ricerca geotermica, con l’intento di realizzare una centrale geotermica a Tenerife.
Prima, però, occorre verificare se nell’isola esistano risorse geotermiche sufficienti a garantire la produzione di energia elettrica. Una sfida tutt’altro che semplice: per acquisire dati attendibili, è necessario perforare oltre i 2 chilometri di profondità, un’operazione estremamente costosa e mai realizzata finora a simili livelli sull’isola.
Due fattori principali hanno spinto alla ripresa della ricerca. Da un lato, le esigenze di pianificazione territoriale e la scadenza del bando per i diritti minerari legati alla geotermia ad alta entalpia (ossia con potenziale energetico). Grazie a questo bando, ITER e Disa hanno ottenuto concessioni su specifiche aree minerarie per poter effettuare i sondaggi.
Secondo quanto comunicato dal Governo delle Canarie, Disa ha ricevuto l’autorizzazione per i sondaggi denominati Tahatan (PI 2071) e Tikahit (PI 2072), mentre l’ITER potrà effettuare le perforazioni a Barranco Hondo, frazioni 1 e 2 (PI 2074-Fr1 e PI 2074-Fr2). Le aree coinvolte ricadono principalmente nei comuni di Granadilla de Abona, Vilaflor, San Miguel e Arona.
Si tratta della zona che ha suscitato maggior interesse durante tutto il processo legato al bando dei diritti scaduti. ITER e Disa avevano richiesto anche concessioni nel nord-ovest dell’isola, ma il Governo regionale ha approvato solo quelle nella zona sud.
Nessuna valutazione ambientale
Al momento non sono stati resi pubblici i punti esatti in cui verranno realizzate le perforazioni. Tuttavia, lunedì scorso il Governo delle Canarie ha approvato l’esclusione del progetto “Sondaggi TF-Sur” – che comprende queste perforazioni – dalla procedura semplificata di valutazione d’impatto ambientale.
Secondo quanto affermato dall’esecutivo regionale, nessuno dei sondaggi previsti si trova all’interno di aree protette appartenenti alla Rete degli Spazi Naturali delle Canarie né alla Rete Natura 2000. Questo giustificherebbe, secondo il governo, l’esonero dalla procedura di valutazione ambientale. “Avviare tale iter potrebbe causare ritardi che sarebbero più dannosi per l’ambiente dell’attività di ricerca stessa”, hanno spiegato. Ad ogni modo, una volta terminate le perforazioni, sarà obbligatorio ripristinare il terreno, riempiendo e livellando le aree scavate.
Il secondo elemento che ha favorito la ripresa dei lavori è il finanziamento messo a disposizione dall’IDAE (Istituto per la Diversificazione e il Risparmio Energetico). L’ITER ha ricevuto 43 milioni di euro per la ricerca geotermica ad alta entalpia, quella cioè in grado di generare energia. Una condizione fondamentale per accedere a tali fondi è che i sondaggi vengano completati entro gennaio 2026.

