Si tratta di un sistema che unisce tutte le tue informazioni personali in un unico spazio sicuro. L’utente stesso potrà controllare quante informazioni desidera fornire e condividere quando lo utilizza. La Spagna è già parte di questa iniziativa.
Il Ministero degli Affari Economici e della Trasformazione Digitale ha dato il via libera al regolamento sull’identità digitale europea dopo aver raggiunto un accordo con la Commissione europea e il Parlamento europeo. Secondo la vicepresidentessa del Governo spagnolo, Nadia Calviño, l’approvazione di questo regolamento segna un passo cruciale affinché i cittadini possano avere un’identità digitale europea unica e sicura, proteggendo così i diritti e i valori democratici.
Cos’è l’identità digitale europea?
Il regolamento in questione si riferisce al sistema unificato chiamato ‘European Digital Identity Wallet’, che include la carta d’identità, le password e i pagamenti in un’unica applicazione. Per implementarlo, si sta lavorando su un nuovo regolamento e nuove idee. L’obiettivo di questo regolamento è garantire che persone e aziende abbiano accesso universale a identificazioni e autenticazioni elettroniche sicure.
I paesi membri saranno obbligati a emettere una carta d’identità digitale europea entro i successivi 24 mesi dall’entrata in vigore, con queste che saranno opzionali per cittadini e aziende attraverso app mobili. Queste carte permetteranno ai cittadini di identificarsi digitalmente, condividere dati memorizzati in modo selettivo e firmare digitalmente, avendo il controllo sulle informazioni condivise.
C’è un problema
Nella riforma del regolamento eIDAS, si propone la creazione di autorità certificate, cioè imprese europee con autenticazione certificata. Anche se queste imprese supererebbero i controlli di verifica, l’articolo 45 del regolamento stabilisce che tutti i browser devono considerare validi questi certificati, indipendentemente dal fatto che rispettino o meno gli standard di sicurezza.
Oltre 460 ricercatori e organizzazioni non governative hanno lanciato l’allarme su questi rischi, poiché potrebbero compromettere la sicurezza delle comunicazioni, dato che i certificati HTTPS attuali seguono regole comuni a tutti e qualsiasi falla potrebbe compromettere le comunicazioni.
Come cittadini, come ci riguarda?
Nella lettera aperta si sottolinea che l’Unione Europea, riconoscendo le autorità certificate di un paese, potrebbe generare rischi se detto paese emette certificati in modo corrotto. L’accettazione di questi da parte dell’Unione Europea potrebbe mettere a rischio la sicurezza e la privacy degli utenti in generale.
Inoltre, l’istituzione di autorità certificate specifiche potrebbe portare al loro non riconoscimento al di fuori dell’Unione Europea, creando così la possibilità di creare un elenco separato di aziende certificate. Ciò comporterebbe una limitazione nell’accesso a determinati siti web in base alla regione in cui ti trovi.

