La tradizione delle orecchiette fatte a mano è da sempre un simbolo distintivo di Bari Vecchia, attirando turisti da tutto il mondo nelle strette vie del centro storico, in particolare in Arco Basso, conosciuta come la “via delle orecchiette”. Qui, le massaie baresi, con gesti tramandati da generazioni, preparano quotidianamente la tipica pasta pugliese, esponendola su tavolieri di legno davanti alle proprie abitazioni.
Tuttavia, questa tradizione è recentemente finita sotto i riflettori a causa di un’inchiesta avviata dalla Procura di Bari. L’indagine, con l’ipotesi di reato di truffa, è scaturita da un esposto presentato da Gaetano Scampolo, CEO di Home Restaurant Hotel, un portale che dal 2019 riunisce attività di social eating. Scampolo ha sollevato dubbi sull’autenticità delle orecchiette vendute in Arco Basso, suggerendo che alcune delle pastaie potrebbero spacciare per artigianali prodotti di origine industriale. A supporto di queste accuse, nell’esposto è stato incluso un video, girato dallo stesso Scampolo, che mostrerebbe una delle massaie in possesso di confezioni di orecchiette industriali. Inoltre, sono stati ritrovati cartoni di orecchiette tricolori, provenienti da un pastificio di Altamura, nei cassonetti di Piazza Massari, destinati a una società con sede nelle vie dedicate alla vendita del prodotto tipico pugliese.
Le pastaie di Bari Vecchia hanno respinto con fermezza queste accuse, sostenendo che le loro orecchiette sono autenticamente fatte a mano. Alcune di loro hanno spiegato che, per garantire una maggiore conservabilità del prodotto destinato ai turisti, le orecchiette vengono essiccate, il che potrebbe aver generato confusione sulla loro origine. In segno di protesta contro le accuse e per difendere la propria reputazione, le massaie hanno organizzato scioperi, lasciando vuoti i tradizionali tavolieri espositivi.
La questione ha suscitato un acceso dibattito in città, mettendo in luce la necessità di bilanciare la tutela delle tradizioni locali con il rispetto delle normative igienico-sanitarie e fiscali. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha espresso solidarietà verso le artigiane, riconoscendo il valore culturale e turistico della loro attività, ma ha anche sottolineato l’importanza di operare nel rispetto delle regole. In questo contesto, è stata proposta l’introduzione di un marchio di qualità che certifichi l’autenticità delle orecchiette artigianali, garantendo trasparenza per i consumatori e tutela per le produttrici.
La vicenda ha attirato l’attenzione dei media nazionali e internazionali, evidenziando come una tradizione secolare possa confrontarsi con le sfide della modernità e della globalizzazione. Mentre le indagini proseguono, la comunità barese riflette sul futuro di una delle sue più emblematiche espressioni culturali, cercando soluzioni che possano preservare l’autenticità delle orecchiette fatte a mano e, al contempo, garantire il rispetto delle normative vigenti.

