Dal palco del Cpac a Washington, l’ex presidente attacca Biden e Harris e rivendica i successi della sua amministrazione. Poi la stoccata all’Ucraina: “Abbiamo dato più dell’Europa, ora vogliamo qualcosa in cambio”
Dopo il videocollegamento della premier italiana Giorgia Meloni, Donald Trump ha preso la parola alla Conservative Political Action Conference (Cpac), l’evento chiave per i conservatori americani. «Ci siamo ripresi il Paese», ha esordito l’ex presidente degli Stati Uniti, rivendicando i successi della sua agenda politica e sottolineando il suo vantaggio nei sondaggi.
Durante il suo intervento, Trump ha ringraziato diversi leader internazionali presenti, tra cui il presidente argentino Javier Milei, che ha salutato con un pollice in su dalla platea. «Sono molto orgoglioso di lui, è un onore averlo qui», ha dichiarato Trump, estendendo i suoi ringraziamenti anche al presidente polacco Andrzej Duda, al britannico Nigel Farage e a Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex leader brasiliano. «Saluta tuo padre», ha aggiunto. Un pensiero è andato anche alla First Lady Melania Trump, che, ha precisato, «ci segue da casa».
«Abbiamo un mandato per cambiare Washington»
Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Trump ha ribadito di aver riportato in primo piano la politica dell’“America First”, sottolineando come «il popolo ci ha dato un mandato per cambiare le cose a Washington». Ha poi attaccato il Partito Democratico, sostenendo che «la nostra vittoria è stata troppo grande per essere truccata», e ha elogiato i membri della sua squadra, tra cui Tulsi Gabbard all’intelligence, Kash Patel all’FBI e Robert F. Kennedy Jr. alla Sanità.
Attacchi a Kamala Harris e ai media
Il discorso di Trump ha toccato anche il tema dell’immigrazione. «Stiamo respingendo l’invasione», ha affermato, accusando l’ex vicepresidente Kamala Harris di non aver gestito il confine con il Messico: «Era lei la zar del confine e ha fallito. Ora abbiamo il miglior controllo dei flussi migratori mai avuto».
Secondo Trump, molti Paesi che in passato si rifiutavano di riprendersi i propri cittadini espulsi dagli Stati Uniti «ora lo stanno facendo, perché sanno che non scherziamo». Ha poi aggiunto che alcuni migranti «vengono spediti a Guantanamo», mentre quelli deportati «ricevono un biglietto di sola andata, non li mettiamo in attici di lusso a New York come faceva Biden».
Non è mancato un attacco ai media, con Trump che ha definito Msnbc “una minaccia alla democrazia” e la Cnn “patetica”. Ha inoltre ribadito il suo scetticismo sul cambiamento climatico, vantandosi di aver ritirato gli USA dall’Accordo di Parigi e bloccato il Green New Deal.
Il conflitto in Ucraina: «Vogliamo qualcosa in cambio»
Trump ha anche parlato della guerra in Ucraina, rivelando di aver discusso con Putin e Zelensky per cercare una soluzione. Ma il focus del suo discorso è stato sui fondi inviati dagli Stati Uniti: «L’Europa ha dato 100 miliardi all’Ucraina sotto forma di prestito. Noi abbiamo versato 300 miliardi. Chiediamo quindi terre rare, petrolio e qualsiasi altra risorsa».
L’ex presidente ha così ribadito la sua posizione scettica sugli aiuti indiscriminati a Kyiv, lasciando intendere che un suo ritorno alla Casa Bianca potrebbe segnare un drastico cambiamento nella politica estera americana.

