Il tempo delle trattative si è concluso. Oggi, mercoledì 27 novembre, il Parlamento Europeo è chiamato a votare sulla nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen. La presidente, alla guida dell’esecutivo negli ultimi cinque anni, ha aperto il suo discorso ricordando il suo primo intervento a Strasburgo: «Esattamente cinque anni fa ero qui a chiedere la vostra fiducia. E oggi sono qui di nuovo». Ha poi espresso gratitudine al collegio uscente, definendolo una squadra instancabile e dedita al lavoro.
Conscia delle sfide che hanno accompagnato la formazione del nuovo esecutivo, von der Leyen ha rivolto un appello ai gruppi politici, invitandoli a superare le divisioni e ad affrontare insieme il lavoro futuro.
Una “bussola della competitività” come priorità
Nel chiedere il rinnovo della fiducia, la presidente ha puntato su un tema centrale per l’Europa: il rilancio della competitività. Ha annunciato l’introduzione di una nuova “bussola della competitività”, un quadro strategico che guiderà le iniziative del suo mandato. Questa visione si ispira al rapporto dell’ex premier italiano Mario Draghi, che evidenzia tre priorità:
- Ridurre il divario competitivo con Stati Uniti e Cina.
- Sviluppare un piano integrato per la decarbonizzazione e la competitività.
- Rafforzare la sicurezza economica, limitando le dipendenze strategiche.
Il Green Deal: avanti tutta
Von der Leyen ha confermato che la nuova Commissione proseguirà sulla strada tracciata dal Green Deal. «Le ragioni per cui siamo stati ambiziosi allora restano valide anche oggi», ha dichiarato, assicurando che la transizione ecologica sarà accompagnata da misure che coinvolgeranno tutti i settori. Nei primi 100 giorni del suo nuovo mandato, ha promesso, verrà presentato il Clean Industrial Deal, un piano per aiutare le industrie a raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero.
Divisioni e alleanze per il voto di fiducia
La formazione del nuovo esecutivo non è stata priva di tensioni tra i gruppi della maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali. Critiche sono state mosse, in particolare, sulla scelta di Teresa Ribera come commissaria spagnola e sull’assegnazione di una vicepresidenza esecutiva a Raffaele Fitto, rappresentante dei conservatori di ECR.
Sebbene un accordo sia stato raggiunto, restano malumori. Parte dei socialisti tedeschi e francesi, insieme ai popolari spagnoli, hanno annunciato il loro voto contrario, soprattutto per questioni legate alla gestione delle recenti alluvioni di Valencia. Anche i Verdi, che avevano sostenuto von der Leyen a luglio, hanno espresso perplessità, criticando la nomina di Fitto.
L’opposizione sarà compatta nel “no”, con l’ultradestra dei Patrioti e la sinistra di The Left uniti nel respingere il rinnovo della fiducia. Tra i conservatori di ECR, Fratelli d’Italia sarà l’unica delegazione a sostenere von der Leyen.
Nonostante queste divisioni, Ursula von der Leyen appare determinata a riaffermare la sua leadership e a guidare l’Europa verso un futuro più competitivo e sostenibile.

