«Questa è una campagna deliberata contro l’Europa. E l’Europa deve reagire». Con queste parole, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto il dibattito in plenaria al Parlamento europeo sulla risposta comune dell’Unione alle crescenti violazioni dello spazio aereo e agli attacchi alle infrastrutture critiche degli Stati membri.
«Dobbiamo indagare su ogni singolo episodio e non esitare nell’attribuire le responsabilità — ha dichiarato —. Ogni centimetro del nostro territorio deve essere protetto». Von der Leyen ha parlato di un “preoccupante schema di minacce” in continuo aumento: droni nei cieli europei, sabotaggi a cavi sottomarini, attacchi a infrastrutture aeroportuali e interferenze nei processi elettorali.
«Non commettiamo errori — ha ammonito —: siamo di fronte a una strategia calcolata, una vera e propria guerra ibrida. Questi attacchi sono studiati per restare nella zona grigia della negabilità, ma fanno parte di un piano coerente per destabilizzare i cittadini europei, minare la nostra unità e indebolire il sostegno all’Ucraina. È ora di chiamare le cose con il loro nome».
Secondo la presidente, la risposta non può limitarsi alla difesa tradizionale: «La guerra ibrida si combatte anche con software per droni, pezzi di ricambio per le infrastrutture energetiche, squadre di risposta informatica rapida e campagne di informazione pubblica. Serve una nuova mentalità di sicurezza europea».
«Non solo reagire, ma dissuadere»
Von der Leyen ha ringraziato i Paesi membri per la solidarietà dimostrata, citando i piloti italiani della NATO che «hanno scortato jet russi fuori dai cieli estoni». Ma ha anche avvertito: «Se esitiamo ad agire, la zona grigia continuerà a espandersi. La missione dell’Unione è preservare la pace, e questo oggi significa essere capaci di dissuadere aggressioni e provocazioni».
La presidente ha annunciato tre priorità strategiche:
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Potenziamento della difesa aerea e sviluppo di un “muro antidroni”;
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Creazione di coalizioni operative per la protezione delle infrastrutture critiche;
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Rafforzamento dell’industria europea della difesa.
Fino a 800 miliardi per la difesa europea
Von der Leyen ha sottolineato che l’UE sta affrontando «il più grande aumento della spesa militare della sua storia». L’iniziativa Readiness 2030 mobiliterà fino a 800 miliardi di euro per la difesa, anche attraverso nuovi strumenti finanziari come il programma SAFE.
«Ora serve un piano paneuropeo, pienamente coordinato con la NATO», ha spiegato, annunciando la prossima presentazione della “Preserving Peace – Readiness Roadmap 2030”, che definirà obiettivi comuni e traguardi concreti: «Solo ciò che viene misurato viene realizzato».
Nascono le “Alleanze tecnologiche per la difesa”
Infine, la presidente della Commissione ha annunciato la creazione di nuove “Alleanze tecnologiche europee per la difesa”, pensate per connettere start-up e grandi imprese del settore.
«Abbiamo innovatori straordinari, ma servono ponti più solidi con gli operatori industriali — ha spiegato von der Leyen —. Così le idee potranno passare rapidamente dal laboratorio al campo operativo. Vogliamo una base industriale della difesa che non solo garantisca sicurezza, ma sia anche motore della prosperità europea».

