Urge vietare il glifosato, il pesticida più diffuso in Spagna ed in Europa, per la minaccia alla salute. E’ la richiesta che 105 organizzazioni della società civile inoltrano, mediante una lettera, a Ursula von der Leyen chiedendo di ritirare la proposta di rinnovo per altri 10 anni di questa sostanza.
Un totale di 105 organizzazioni della società civile ha inviato una lettera alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, chiedendole di ritirare la proposta di rinnovo del glifosato per altri dieci anni, poiché, secondo loro, potrebbe rappresentare un elevato rischio per la salute umana e gli ecosistemi. La lettera arriva in concomitanza con la riunione del Comitato di Appello della Commissione Europea che deciderà giovedì 16 novembre se prolungare o vietare l’uso di questa sostanza per il controllo delle erbe infestanti.
I firmatari, guidati dall’organizzazione PAN Europe, hanno sottolineato le nuove prove scientifiche sui danni che questa sostanza può causare, come lo Studio Mondiale sul Glifosato, che si aggiunge alla “lunga lista già esistente”. In particolare, questo rapporto mostra che dosi basse di erbicidi a base di glifosato sono associate a morti premature per leucemia in animali da laboratorio. Secondo il direttore di una delle iniziative firmatarie, ‘Hogar sin tóxicos’, Carlos de Prada, è opportuno ricordare che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha associato questa sostanza allo sviluppo di certi tumori. Pertanto, de Prada ha dichiarato che è “complicato” capire perché ora si proponga di rinnovarne l’uso per 10 anni quando nel 2017 è stato rinnovato solo per cinque anni e non per 15 come inizialmente previsto a causa della “crescente” evidenza scientifica sui danni causati. “Ovviamente ora, quando questa evidenza è ancora maggiore, l’unica cosa da aspettarsi sarebbe il suo divieto”, ha sottolineato.
Anche gli scienziati sono preoccupati
D’altro canto, la comunità scientifica, attraverso la Rete Europea di Scienziati per la Responsabilità Sociale e Ambientale (ENSSER), ha anch’essa espresso preoccupazione per la “scarsa” valutazione del glifosato. In questo contesto, l’ENSSER ha denunciato la mancanza di attenzione alla “grande quantità” di prove scientifiche provenienti da studi di laboratorio che dimostrano che questa sostanza e le sue formulazioni commerciali possono causare tossicità e gravi malattie. Inoltre, le organizzazioni ricordano alla CE che “il glifosato è l’erbicida più utilizzato in Europa, con una diffusa esposizione nella popolazione, compresi i bambini, ed è onnipresente come contaminante nell’ambiente”.
La Spagna è il maggiore utilizzatore in Europa
Prada ha precisato che il momento è “critico” e non bisogna dimenticare che la Spagna è il paese dell’UE che utilizza la maggiore quantità di pesticidi. “Un notevole percentuale della popolazione spagnola è esposta a residui di queste sostanze, soprattutto attraverso l’alimentazione non biologica, e molte di esse sono, ad esempio, disruptori endocrini che possono causare effetti sulla salute a concentrazioni molto basse”, ha aggiunto.
Infine, questa richiesta coincide con la consegna del manifesto ‘La plaga de los plaguicidas’ lo scorso 3 novembre al presidente del Governo in carica e ai ministeri dell’Agricoltura, della Salute, dell’Ambiente e della Transizione Ecologica e del Consumo da parte di oltre 150 organizzazioni agricole, scientifiche e ambientaliste, in cui chiedevano che la Spagna supportasse la riduzione dei pesticidi e promuovesse l’agricoltura biologica. Tuttavia, fonti del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione (MAPA) hanno spiegato a Efe che “la Spagna è favorevole al rinnovo” del glifosato sulla base delle informazioni scientifiche e delle valutazioni effettuate dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che “eliminano i dubbi sulla sicurezza di questa sostanza attiva”.

