Una donna è stata accusata dalla Procura di Santa Cruz de Tenerife di aver trasmesso a un uomo, il suo compagno al momento dei fatti, il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) nel dicembre 2018, senza informarlo preventivamente della sua malattia. La Procura ritiene che la donna sia responsabile di un presunto reato di lesioni, chiedendo quindi per lei una condanna a 9 anni di reclusione e il pagamento di 300.000 euro a titolo di risarcimento alla persona danneggiata dal suo comportamento.
Dell’importo di 300.000 euro, la metà sarebbero destinati al trattamento che l’uomo dovrà affrontare durante la sua vita, a causa dell’infezione contratta. La somma rimanente è stata stabilita per compensare le sofferenze morali provocate, più gli interessi legali che saranno stabiliti secondo la legislazione. Inoltre, una volta che l’imputata avrà scontato la eventuale pena detentiva, le sarà imposto un divieto di avvicinamento per dieci anni e mezzo, nonché il divieto di comunicare con il danneggiato attraverso qualsiasi mezzo.
La donna imputata sapeva di avere l’HIV
La donna secondo la ricostruzione dei fatti avrebbe iniziato la relazione nel giugno 2018, senza riferire al partner che le era stata diagnisticata la sieropositività già nell’anno 2014. Nonostante fosse perfettamente consapevole dei rischi che questo avrebbe comportato, ha intrattenuto per un periodo di un anno rapporti non protetti con il malcapitato, senza adottare nessuna misura di prevenzione del contagio.
L’uomo ha scoperto di essere stato contagiato nel dicembre 2019, e da quel momento si sta sottoponendo ad un trattamento al quale dovrà sottoporsi per tutta la vita, per evitare che la sieropositività possa evolvere in AIDS conclamato. Inoltre, è obbligato a prendere le misure di cura necessarie per non trasmettere la malattia a terzi, circostanze che hanno notevolmente influenzato la sua qualità di vita da allora.
