Zelensky atteso lunedì alla Casa Bianca: si temono pressioni per una resa territoriale
Dopo un colloquio di tre ore in Alaska con Vladimir Putin, Donald Trump sembra aver cambiato rotta sulla guerra in Ucraina. A soli due giorni dalla promessa fatta ai leader europei di insistere per un cessate il fuoco immediato, il presidente americano ha abbandonato questa linea per sposare di fatto la posizione del Cremlino.
Secondo diverse fonti, Trump avrebbe trasmesso ai suoi interlocutori – tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i principali leader europei – un messaggio inequivocabile: Mosca è pronta a firmare un accordo di pace, a patto che Kiev accetti di cedere l’intero Donbass, comprese le aree non ancora sotto occupazione russa. In cambio, Putin garantirebbe formalmente di non attaccare più né l’Ucraina né altri Paesi europei.
Dialogo difficile con Kiev
Il piano sarebbe già stato discusso da Trump in una telefonata definita «difficile» con Zelensky e, successivamente, con altri leader occidentali, tra cui la premier italiana Giorgia Meloni. Lunedì, il presidente ucraino sarà ricevuto alla Casa Bianca per affrontare direttamente la proposta. In ambienti diplomatici si parla di una «convocazione» più che di un invito, segno della pressione crescente su Kiev per considerare concessioni territoriali.
Per l’Ucraina il rischio è quello di un aut aut: o accettare le condizioni di Mosca, oppure trovarsi isolata in un contesto internazionale in rapido mutamento. L’Europa, dal canto suo, ha già fatto sapere di voler partecipare a ogni fase del negoziato e si prepara a un vertice straordinario in videoconferenza della Coalizione dei Volenterosi.
Le parole di Zelensky
Nonostante la tensione, Zelensky ha mantenuto toni cautamente ottimisti dopo il colloquio con Trump: «L’Ucraina è pronta a lavorare con impegno per raggiungere la pace. Abbiamo discusso dei punti principali trattati con il leader russo e dell’importanza del ruolo americano».
Il presidente ucraino continua a sostenere la necessità di un incontro trilaterale con Putin e Trump, ma insiste anche sul coinvolgimento europeo: «Solo garanzie di sicurezza condivise da Stati Uniti ed Europa possono dare stabilità. Continuiamo a coordinare le nostre posizioni con i partner e ringraziamo tutti coloro che ci sostengono».

