Annunciate nuove tariffe su microchip e farmaci. Cresce la tensione con l’Europa e l’Asia, mentre Wall Street trema.
Donald Trump è tornato a dettare l’agenda economica. In uno dei suoi interventi più diretti e teatrali, l’ex presidente — ora di nuovo in corsa per la Casa Bianca — ha rivendicato il successo della sua politica commerciale basata sui dazi, affermando che “tutti i Paesi ci stanno chiamando” per trattare e che gli Stati Uniti “hanno preso il comando”.
“Se gli avessimo chiesto un favore, ci avrebbero detto di no. Ora farebbero qualunque cosa per noi. È il potere dei dazi. Ci dà una forza negoziale che non avevamo mai avuto prima”, ha dichiarato Trump durante un incontro informale con i giornalisti sull’Air Force One.
Un’affermazione che ha colto di sorpresa persino alcuni membri del suo staff. Mentre il segretario al Commercio Howard Lutnick e il consigliere economico Peter Navarro continuano a sostenere una linea dura e unilaterale, Trump sembra invece voler aprire uno spiraglio alla trattativa. Ma lo fa — come sempre — da una posizione di forza.
Dazi su microchip e farmaci: il piano Trump
Tra i settori più colpiti dalle nuove misure ci sono i microchip e i farmaci, entrambi cruciali per l’economia globale. “I dazi sui farmaci saranno a un livello che non abbiamo mai visto prima. Stiamo valutando attentamente”, ha dichiarato il tycoon, sottolineando l’intenzione di rafforzare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza da paesi come India, Cina e Germania — tre dei maggiori esportatori verso gli USA in questi settori.
La mossa ha scatenato immediate reazioni internazionali. L’Unione Europea ha parlato di “provocazione commerciale”, mentre Cina e India stanno studiando contromisure. Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l’allarme su una possibile nuova ondata di guerre commerciali, con impatti negativi sulla crescita globale.
Wall Street in caduta, ma Trump minimizza: “L’economia si riprenderà”
Nel frattempo, i mercati statunitensi hanno reagito male. Il Dow Jones ha registrato un calo di oltre 1.600 punti in una sola giornata, alimentando il timore di una tempesta finanziaria. Ma per Trump non c’è da preoccuparsi:
“Il paziente era malato da tempo. Dovevamo intervenire. Ora l’economia si riprenderà più forte di prima. Avremo migliaia di miliardi in entrata.”
Made in USA o dazi: la scelta è vostra
Uno dei messaggi centrali della retorica trumpiana resta chiaro: chi produce negli Stati Uniti sarà premiato. “Non ci sono dazi se costruite qui. Il nostro obiettivo è semplice: riportare le fabbriche in America”, ha ribadito. Un invito — o forse un ultimatum — rivolto a giganti come Apple, Pfizer e Intel, accusati di delocalizzare e arricchire economie concorrenti.
L’addio di Elon Musk? “Andrà via tra qualche mese”
Tra gli annunci a sorpresa, anche quello sull’imminente uscita di Elon Musk dall’amministrazione. “Elon è fantastico, ma ha tante aziende da gestire. A un certo punto dovrà andarsene”, ha detto Trump, confermando l’indiscrezione che nei giorni scorsi la Casa Bianca aveva definito “spazzatura”. Nessuna data ufficiale, ma si parla di “qualche mese”.

