Trump annuncia test nucleari: le reazioni di Cina e Russia
A sorpresa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver ordinato al Pentagono l’avvio immediato di nuovi test sulle armi nucleari americane. L’annuncio, pubblicato nella notte sul social Truth, arriva a poche ore dal suo incontro in Corea del Sud con Xi Jinping, accolto dal leader cinese con evidente freddezza.
Trump ha giustificato la decisione sostenendo che Russia e Cina avrebbero già ripreso test simili, e che gli Stati Uniti — che a suo dire possiedono il più grande arsenale nucleare al mondo — devono “rispondere su base paritaria”.
Le incongruenze nella versione della Casa Bianca
Le affermazioni del presidente però non trovano riscontro nei fatti.
È vero che Mosca e Pechino stanno dimostrando forza militare: negli ultimi mesi Pechino ha esibito nuovi missili balistici, mentre Putin ha assistito ai lanci del missile a propulsione nucleare Burevestnik e del drone sottomarino nucleare Poseidon.
Tuttavia, come sottolinea la Rete Italiana Pace e Disarmo, nessuno di questi eventi costituisce un test nucleare vero e proprio. Si tratta di prove sui sistemi di lancio, non di detonazioni atomiche.
L’eventuale ritorno ai test — vietati dal Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari — rappresenterebbe un grave passo indietro sul disarmo internazionale, con rischi ambientali e umanitari.
Reazioni: Cina irritata, Russia prudente
Pechino ha reagito immediatamente, chiedendo a Washington di rispettare i trattati internazionali e di contribuire alla stabilità globale invece di minarla.
Il Cremlino, invece, ha adottato toni più misurati. Il portavoce Dmitry Peskov ha ricordato che gli USA sono sovrani nelle loro decisioni, ma ha avvertito che la Russia risponderà se qualcuno abbandonerà la moratoria sui test nucleari. Inoltre, ha precisato che i recenti test russi non possono essere interpretati come esplosioni nucleari.

