Un tribunale di Girona riconosce la bulimia come incapacità permanente assoluta per un impiegato amministrativo di 59 anni. Il disturbo del comportamento alimentare impedisce all’uomo di “svolgere lavori che richiedano un minimo sforzo fisico e psicologico”.
Il tribunale numero 2 di Girona ha riconosciuto la bulimia come motivo per l'”incapacità permanente assoluta” per un impiegato di 59 anni, ritenendo che le lesioni derivanti dalla malattia gli impediscano di svolgere qualsiasi tipo di lavoro. Pertanto, ha condannato la Seguridad Social al pagamento della pensione corrispondente.
La denuncia è stata presentata contro il parere medico emesso dall’Institut Català d’Avaluacions Mèdiques (ICAM), che, nonostante abbia riconosciuto “un disturbo del comportamento alimentare (bulimia nervosa)”, non aveva considerato l’invalidità permanente.
“La particolarità di questa sentenza è che, oltre a riconoscere la bulimia come una malattia invalidante, si applica a un uomo adulto, una categoria poco comune in questo grave problema nella società attuale”, spiega Ambar Zambrano, avvocato dello studio legale Vosseler Abogados di Barcellona.
La sentenza si basa sulle prove mediche praticate e sulla sentenza del Tribunale Superiore di Giustizia della Catalogna, la quale indica che si può accedere all’invalidità permanente assoluta “quando si verifichi una situazione patologica di grave alterazione della salute che cancelli radicalmente qualsiasi azione nel mondo del lavoro, considerando esclusivamente le conseguenze anatomico-funzionali e/o psichiche, se del caso”.
Nel caso del richiedente, M. J. C., soffre di disturbi alimentari, specificamente di bulimia nervosa persistente e di lunga durata (con vomito spontaneo quotidiano), ed è in trattamento farmacologico presso i Centri di Salute Mentale per Adulti (CSMA) sin da quando aveva 42 anni.
Inoltre, soffre di un disturbo depressivo maggiore ricorrente e di lunga durata, alterazioni dell’umore con attacchi di panico, problemi di amnesia, mancanza di concentrazione mentale, difficoltà nella comprensione della lettura o deterioramento cognitivo, tra gli altri.
Questa situazione impedisce all’amministrativo “di poter svolgere sicuramente lavori che richiedano uno sforzo fisico e mentale minimo”. La sentenza non è definitiva e può essere appellata presso la Sala Sociale del Tribunale Superiore di Giustizia della Catalogna.

