Consegnare o inviare una copia del proprio documento di identità non è mai un gesto da prendere alla leggera. Ogni volta che forniamo questo tipo di informazione a soggetti privati, ci esponiamo a rischi concreti, soprattutto se il trattamento non avviene nel rispetto delle norme previste dal GDPR.
Tra i pericoli più gravi vi è la possibilità di usurpazione d’identità: con una semplice fotocopia, persone malintenzionate possono attivare conti bancari, stipulare contratti, acquistare beni o servizi, o addirittura commettere reati spacciandosi per noi. Un documento d’identità finito nelle mani sbagliate può diventare un’arma per frodi, truffe o accessi non autorizzati.
Per questo motivo è fondamentale sapere quando è lecito fornire la copia di un documento, a chi, e con quali garanzie. L’articolo che segue offre una guida pratica per capire i propri diritti e difendersi da trattamenti illeciti o superficiali dei dati personali.
Fotocopia dei documenti personali da parte di soggetti privati: quando è lecito e quando no?
Nel corso della vita quotidiana capita spesso di dover fornire una copia del proprio documento di identità: che sia per un contratto di telefonia, una prenotazione alberghiera o l’accesso a un servizio. Ma è sempre legittimo che un soggetto privato (azienda, esercente, agenzia, ecc.) richieda e fotocopi un nostro documento? E quali diritti abbiamo noi come cittadini in base al Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR)?
Il principio generale: necessità, proporzionalità e informazione
Il trattamento dei dati personali – inclusa la fotocopia di un documento d’identità – è lecito solo se sussiste una base giuridica, e deve sempre rispettare i principi fondamentali del GDPR: liceità, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalità, minimizzazione dei dati e integrità.
Chi richiede una copia del documento deve:
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Avere una motivazione legittima e documentabile (es. obbligo di legge, necessità contrattuale);
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Informare chiaramente l’interessato su:
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Finalità della raccolta del documento;
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Base giuridica del trattamento (es. consenso, obbligo legale);
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Modalità di trattamento e soggetti autorizzati;
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Periodo di conservazione della fotocopia;
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Diritti dell’interessato, come l’accesso, la rettifica o la cancellazione dei dati.
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Quando è lecito fotocopiare un documento
Il Garante per la protezione dei dati personali ha più volte chiarito che la copia del documento è lecita solo in determinate condizioni, tra cui:
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Obbligo di legge: ad esempio, per banche, notai, enti pubblici, strutture sanitarie o gestori telefonici per finalità di identificazione obbligatorie.
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Stipula di contratti: qualora la copia sia necessaria per verificare l’identità della persona che sottoscrive un contratto (es. affitto, prestito, fornitura).
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Accesso a luoghi sensibili: per motivi di sicurezza (es. istituti penitenziari, centrali elettriche, ambasciate), purché il trattamento sia proporzionato e motivato.
In questi casi, l’informativa privacy deve sempre essere consegnata o resa disponibile prima della raccolta del documento.
Quando NON è lecito
La fotocopia del documento non è lecita quando:
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Viene richiesta “a titolo precauzionale”, senza una reale necessità documentata.
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Non viene fornita alcuna informativa privacy.
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Non è chiaro chi tratterà i dati, per quanto tempo, e con quali misure di sicurezza.
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La richiesta è disproporzionata rispetto al servizio offerto (es. fotocopia del documento per l’accesso al Wi-Fi in un bar).
Il ruolo del consenso
Attenzione: il consenso dell’interessato non sempre basta a rendere lecito il trattamento. Se la copia del documento non è necessaria per legge o per un contratto, il titolare del trattamento non può giustificarsi solo con il consenso, specie se vi è uno squilibrio tra le parti (es. datore di lavoro/dipendente).
Cosa può fare il cittadino
Se ti viene chiesta una fotocopia del documento:
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Chiedi perché viene richiesta e su quale base giuridica.
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Pretendi l’informativa privacy, anche in forma sintetica o digitale.
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Chiedi come e per quanto tempo sarà conservata la copia.
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Verifica chi è il titolare del trattamento e a chi potranno essere comunicati i tuoi dati.
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In caso di dubbi, puoi rifiutarti di fornire la fotocopia e chiedere una modalità alternativa di identificazione.
Se ritieni che i tuoi dati siano trattati in modo illecito, puoi presentare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.

