15 de Aprile de 2024 23:19

Tentativo (fallito) di diffamare ANSI España

Nei giorni scorsi, un blog dal tono “sovranista Canario” denominato “La Raiz” ha pubblicato un articolo discutibile, infamante e diffamatorio nei confronti della nostra associazione. L’articolo accusa ANSI España di aver “colonizzato” il servizio di protezione civile di Granadilla de Abona, oltre a criticare il fatto che i nostri rappresentanti indossino uniformi durante eventi e cerimonie.

Questo articolo ha suscitato sdegno e rammarico tra i membri della nostra associazione, poiché è evidente che si tratti di accuse infondate, mosse unicamente con l’intento di seminare ostilità e odio nei nostri confronti. Vi invitiamo a leggere direttamente l’articolo in questione, che condividiamo con totale trasparenza, al seguente link: https://hijosdecanarias.com/contenido/2985/una-asociacion-de-militares-italianos-coloniza-proteccion-civil-de-granadilla-de

L’accusa di “colonizzare” la protezione civile di Granadilla è totalmente infondata e assurda. Innanzitutto, i nostri membri che hanno aderito a tale organizzazione sono solo due, rappresentando chiaramente una minoranza esigua. Utilizzare il termine “colonizzare” suggerisce un’idea di appropriazione che non corrisponde assolutamente alla realtà. È del tutto falso. Inoltre, la decisione di aderire alla Protezione Civile di Granadille ha avuto luogo su invito da parte delle Istituzioni del medesimo comune.

In secondo luogo, questa nostra adesione dimostra il nostro impegno verso l’integrazione e il desiderio di contribuire alla protezione del territorio e della comunità che ci ha accolto. Tentare di attribuire connotazioni negative a persone impegnate nel volontariato è totalmente ingiustificabile e mostra una chiara malafede.

Lo stesso discorso vale per l’accusa di indossare uniformi. Queste, chiaramente identificabili come celebrative e non confuse con quelle delle autorità, vengono utilizzate solo in occasioni speciali e cerimonie, seguendo le consuetudini delle associazioni come la nostra, nel pieno rispetto delle leggi e delle normative spagnole. Ricordiamo che ANSI España è una ONG registrata regolarmente presso il Registro Nazionale delle Associazioni, che fa parte del Ministero dell’Interno.

È importante sottolineare che abbiamo sempre mantenuto rapporti di stima e collaborazione con le istituzioni spagnole, militari e civili. Un esempio tangibile è la collaborazione dei Comuni di Granadilla de Abona e di San Miguel de Abona nella promozione e organizzazione della fiera “La Piccola Italia”, un evento di grande successo ideato per promuovere l’amicizia e l’integrazione tra la comunità italiana e quella canaria.

Va menzionato infine il tentativo di alcuni connazionali, chiaramente schierati politicamente, di strumentalizzare l’articolo precedentemente citato per diffamarci. Hanno tradotto il testo in italiano e lo hanno diffuso sui social media, solo per cancellarlo quando hanno realizzato che le accuse infondate stavano solamente esponendoli al ridicolo.

Si tratta di individui che preferiamo non nominare per non conferire loro una rilevanza che non meritano. Sono noti per aver tentato, senza successo, di intraprendere carriere politiche. Non abbiamo riscontri di alcun loro contributo a favore della comunità italiana; anzi, sono stati protagonisti di polemiche sterili e di tentativi di screditare coloro che considerano “concorrenti” politici. La rapida crescita della nostra Associazione, che ha superato i 600 iscritti, il nostro impegno nel fornire numerosi servizi ai connazionali e i buoni rapporti instaurati con le istituzioni, sembrano essere per loro una “minaccia” alle loro ambizioni politiche. Tuttavia, tali tentativi di boicottaggio sono privi di significato, poiché queste persone rappresentano solo se stesse e le loro azioni hanno portato solo al loro isolamento.

Rivolgendoci a queste persone, nei confronti delle quali proviamo solo compassione, consigliamo loro di mettersi al lavoro per il bene della collettività, nel caso in cui desiderino ottenere consenso e simpatia dalla comunità italiana. Diffondere odio e diffamazione contro coloro che si impegnano attivamente per il bene comune non farà che isolare ulteriormente chi lo fa.

Il direttivo dell’Associazione ha conferito mandato all’Ufficio legale di valutare la situazione

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