Credeva di aver trovato la scorciatoia perfetta per evitare il traffico del sabato sera, ma la sua trovata si è scontrata con la realtà — e con i carabinieri. Un uomo di 34 anni, residente in provincia di Napoli, ha pensato bene di simulare la sirena di una volante della polizia per farsi largo tra le auto incolonnate a Giugliano in Campania. Alla guida della sua vettura, con a bordo quattro amici, ha passato buona parte della serata a divertirsi superando gli altri automobilisti come fosse in missione.
L’effetto acustico era ottenuto con una registrazione audio riprodotta dallo smartphone e amplificata attraverso l’impianto stereo dell’auto. Un trucco semplice, ma che ha finito per attirare l’attenzione sbagliata: quella di una pattuglia dei carabinieri, anche loro bloccati nel traffico. Quando i militari si sono resi conto dell’inganno, è scattato l’inseguimento. Dopo alcune manovre pericolose nel traffico cittadino, l’auto è stata fermata.
Una volta aperto lo sportello, i carabinieri non hanno avuto dubbi: l’odore di alcol era evidente e il comportamento dei passeggeri confermava una serata tutt’altro che sobria. Il conducente è stato sottoposto all’alcoltest, risultando positivo. Per lui è scattata immediatamente la denuncia per guida in stato di ebbrezza.
Cosa si rischia fingendosi forze dell’ordine
Utilizzare sirene o dispositivi luminosi per simulare l’identità delle forze dell’ordine non è solo una bravata, ma un reato. Chi si appropria indebitamente di simboli o comportamenti tipici delle autorità pubbliche, come nel caso della sirena usata per ottenere vantaggi nel traffico, può incorrere nell’articolo 498 del Codice Penale, che punisce l’usurpazione di titoli o onori, con pene che vanno fino a due anni di reclusione. Se l’azione comporta anche rischi per la sicurezza stradale o viene commessa in stato di ebbrezza, possono aggiungersi ulteriori reati, come la guida pericolosa, resistenza a pubblico ufficiale o addirittura interruzione di pubblico servizio. Insomma, spacciarsi per poliziotto non accelera il tragitto: lo complica — e può portare dritti in tribunale.

