Evyatar David, giovane israeliano di 24 anni, è stato rapito da Hamas il 7 ottobre 2023 durante l’attacco al festival musicale Nova. Dopo quasi due anni di prigionia, è stato mostrato in un video in condizioni fisiche drammatiche, costretto a scavare quella che definisce la propria tomba.
La testimonianza in video
Nel filmato diffuso da Hamas, Evyatar appare visibilmente malnutrito, debole, intrappolato in uno spazio angusto. Il giovane afferma chiaramente: “Sto scavando la mia tomba” e “il tempo sta per finire”. Racconta di sopravvivere alternando lenticchie e fagioli a lunghi periodi di digiuno, segnando i giorni con un calendario improvvisato.
Un uso cinico della sofferenza
Il video è stato usato da Hamas a scopo propagandistico, con l’intento di mostrare che gli ostaggi vivono le stesse difficoltà della popolazione di Gaza. Tuttavia, le immagini e le parole del giovane evocano uno scenario disumano, in cui la sofferenza viene sfruttata per fini politici.
Famiglie sotto shock
I familiari di Evyatar hanno definito il trattamento inflitto al figlio “una tortura a cielo aperto” e chiedono con urgenza un intervento umanitario. In Israele, decine di migliaia di persone si sono mobilitate per chiedere il rilascio degli ostaggi ancora detenuti a Gaza.
Ostaggi ancora in pericolo
Dei circa 250 sequestrati durante l’attacco del 7 ottobre, si ritiene che circa 49 siano ancora prigionieri. Di questi, almeno 20 sarebbero ancora in vita, secondo fonti israeliane. La loro sorte resta incerta, in attesa di un accordo diplomatico per il rilascio.
Un appello urgente
Il caso di Evyatar David ha riacceso l’indignazione pubblica e internazionale, evidenziando la necessità di un’azione concreta e immediata per fermare l’orrore della detenzione arbitraria. Le immagini diffuse rappresentano un grido di aiuto che non può restare inascoltato.

