ITALIA. “Sì, ci sono alcune sperimentazioni su farmaci in grado di determinare una tolleranza al glutine proprio come se fosse un vaccino” spiega Antonio Gasbarrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Cemad (Centro malattie dell’apparato digerente) presso la Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. “Attualmente sono in sperimentazione almeno 3 vaccini in fase 2 di studio, questo significa che dovremo aspettare almeno altri cinque anni, ma in futuro i pazienti celiaci potrebbero avere la possibilità di mangiare prodotti con glutine senza conseguenze grazie ai nuovi farmaci”.
Tanto fermento in ricerca è legato al fatto che i casi di celiachia sono in aumento, soprattutto tra le donne e i bambini. Accade perché viene diagnosticata meglio o c’è dell’altro? “Questa è una parte della spiegazione”, chiarisce Gasbarrini. “Ma bisogna tener presente che i farinacei sono cambiati e mangiamo molti alimenti raffinati che magari liberano più velocemente glutine nell’intestino. E poi c’è un fattore ambientale: alcune sostanze nell’ambiente possono aumentare la permeabilità intestinale che a sua volta fa aumentare il contatto con il glutine da parte del sistema immunitario”.

