Un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Milano ha portato alla scoperta di un’organizzazione specializzata nel furto di dati sensibili, che avrebbe sottratto informazioni di rilevanza sanitaria e fiscale da banche dati nazionali, alcune delle quali di particolare rilevanza strategica. La rete criminale era composta da hacker, consulenti informatici e individui legati o ex appartenenti alle forze dell’ordine, con sei persone colpite da provvedimenti cautelari, tra cui quattro arresti domiciliari. Fra i destinatari dei provvedimenti figura l’ex poliziotto Carmine Gallo, considerato un esperto di alto livello e responsabile della società investigativa Equalize.
Secondo le accuse, gli indagati avrebbero prelevato informazioni su richiesta, per poi rivenderle a clienti privati. Tra le vittime vi sarebbero anche personalità politiche, le cui informazioni riservate potrebbero essere state trafugate per fini illeciti. Altri nomi emersi nell’indagine includono Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica, e Matteo Arpe, figura di rilievo nel mondo finanziario, entrambi accusati di aver concorso in accessi abusivi alle banche dati.
L’organizzazione si sarebbe servita di sofisticati strumenti per le intercettazioni illegali, che le consentivano di accedere ai dati protetti. L’indagine è scaturita da una precedente inchiesta milanese sulla criminalità organizzata e si è allargata fino a coinvolgere decine di perquisizioni in Italia e all’estero. Tuttavia, non emergono collegamenti diretti con attività mafiose, anche se l’indagine è stata seguita dalla Direzione Nazionale Antimafia.

