A Roma, i disabili che possiedono un’automobile si trovano spesso a combattere contro una forma di inciviltà dilagante: l’occupazione abusiva dei parcheggi loro riservati. «Solo cinque minuti, devo fare in fretta» è la scusa più comune utilizzata da chi si appropria indebitamente di questi spazi. Tuttavia, i metodi per aggirare la legge sono ben più sofisticati: permessi falsificati, contrassegni appartenenti ad amici usati senza scrupoli o addirittura pass completamente contraffatti.
Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), ha denunciato con forza questa situazione: «A Roma manca il rispetto per le persone con disabilità. C’è chi usa i nostri spazi riservati senza averne alcun diritto, ignorando completamente le nostre necessità. Loro possono parcheggiare ovunque, noi no. Per noi quegli spazi sono essenziali».
Un problema diffuso e le testimonianze dirette
Le segnalazioni raccolte dalla Fish sono numerose. «Un nostro consigliere, ad esempio, deve spesso recarsi in centro per lavoro, ma ormai ha rinunciato a usare l’auto: non trova mai un parcheggio libero» racconta Falabella. I numeri confermano la gravità del fenomeno. Secondo la Polizia Locale, tra gennaio e novembre 2024, sono stati oltre 12.000 i casi di sosta irregolare rilevati sugli spazi dedicati ai disabili, a fronte di 40.000 interventi per violazioni delle norme stradali legate a questi parcheggi.
Grazie ai dispositivi di lettura ottica RFID, sono stati controllati circa 35.000 permessi, riscontrando oltre 1.500 irregolarità. Di questi, 160 pass sono stati ritirati perché scaduti, mentre una decina sono stati sequestrati poiché contraffatti. In sei casi, gli autori dell’illecito sono stati denunciati alle autorità.
La tecnica preferita: usare il pass del parente
Uno dei metodi più diffusi è l’utilizzo del permesso di un parente disabile, senza che la persona interessata sia effettivamente presente. L’avvocato Alessandro Bardini spiega: «Molti fanno finta che il pass sia legato al veicolo, ma in realtà è strettamente connesso alla presenza del disabile a bordo. È frequente vedere persone uscire dalle auto parcheggiate sulle strisce gialle, camminando tranquillamente senza alcun segno di disabilità».
Contraffazioni sempre più sofisticate
Con l’accesso a stampanti di ultima generazione, la falsificazione dei contrassegni è diventata sempre più semplice. Un caso recente ha visto protagonista una donna di 67 anni che aveva alterato la data di scadenza del suo pass: il documento, valido fino al 2023, era stato “esteso” al 2024. La frode non è sfuggita ai controlli, e la donna è stata denunciata per contraffazione.
Una battaglia per la legalità e il rispetto
La lotta ai “furbetti” dei permessi disabili è ancora lunga e complessa. Serve maggiore sensibilizzazione e una rigorosa applicazione delle sanzioni per garantire che i diritti delle persone con disabilità siano rispettati, restituendo dignità e accessibilità a chi ne ha davvero bisogno.

