Quella che doveva essere una spensierata giornata di divertimento si è tramutata in un incubo per cinque bambini. Ieri mattina, presso la piscina privata della struttura “Imperium Eventi” in via Capanna Murata, località Borghesiana a Roma, si è verificato un drammatico incidente: una fuga di cloro ha causato l’intossicazione di cinque giovanissimi. Tra questi, un bambino di appena 9 anni è stato ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I di Roma. Immediato l’intervento dell’Ares 118, mentre la polizia ha avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti.
L’allarme è scattato intorno alle 17:30, in seguito alla chiamata concitata di uno dei genitori. I bambini, dopo un bagno nella piscina del centro sportivo, hanno iniziato a manifestare malori. Prontamente soccorsi dal 118, sono stati trasportati in ospedale. Due di loro sono stati dimessi dopo le prime cure al pronto soccorso, mentre altri due sono stati ricoverati in reparto. Il caso più preoccupante resta quello del bambino di 9 anni, tuttora in terapia intensiva. La polizia sta attualmente raccogliendo elementi per fare piena luce sull’accaduto.
Il cloro è il disinfettante più comunemente utilizzato per mantenere l’acqua delle piscine pulita e sicura. La sua efficacia nel combattere batteri, virus e alghe lo rende uno strumento indispensabile per prevenire la diffusione di malattie e garantire un ambiente igienico per i bagnanti. Funziona rilasciando acido ipocloroso, una sostanza che distrugge i microrganismi presenti nell’acqua.
Quando il cloro diventa pericoloso
Nonostante la sua utilità, il cloro può diventare pericoloso se non gestito correttamente. I rischi emergono principalmente in due situazioni:
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Concentrazione Eccessiva: Un’eccessiva quantità di cloro nell’acqua, come presumibilmente accaduto nel caso di Roma, può causare irritazioni alle vie respiratorie, agli occhi e alla pelle. Inalare vapori di cloro ad alta concentrazione può provocare tosse, difficoltà respiratorie, bruciore alla gola e ai polmoni, fino a edema polmonare nei casi più gravi, come purtroppo evidenziato dal ricovero in terapia intensiva del bambino. I limiti di cloro libero raccomandati nelle piscine dovrebbero essere monitorati costantemente per garantire la sicurezza.
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Formazione di Cloroammine: Quando il cloro reagisce con sostanze organiche presenti nell’acqua (come sudore, urina, cellule della pelle, cosmetici), si formano composti noti come cloroammine. Queste non solo riducono l’efficacia disinfettante del cloro, ma sono anche responsabili del caratteristico odore “di cloro” che si percepisce in alcune piscine (spesso erroneamente associato al cloro puro). Le cloroammine possono causare irritazione agli occhi, al naso e alla gola, e in alcuni soggetti possono scatenare o peggiorare problemi respiratori come l’asma. Una buona ventilazione degli ambienti chiusi e una corretta igiene personale prima del bagno sono fondamentali per minimizzare la loro formazione.
L’incidente di Roma sottolinea l’importanza di un rigoroso controllo dei sistemi di dosaggio del cloro e di una manutenzione attenta delle piscine, sia pubbliche che private, per prevenire eventi che possono avere conseguenze drammatiche sulla salute dei bagnanti.

