Sempre al centro della scena, Flavio Briatore torna a raccontarsi con la schiettezza che lo contraddistingue. Dalla scelta di vivere a Montecarlo alla vendita del celebre Billionaire, passando per il rapporto con il figlio Natan Falco, l’imprenditore condivide la sua visione del mondo e dell’Italia. E chiarisce, una volta per tutte, anche qualche voce sul presunto lifting.
Montecarlo, business e scelte di libertà
Vivere a Montecarlo, per Briatore, non è mai stata solo una questione fiscale. In un’intervista al Corriere della Sera, spiega con lucidità: «Qui ho costruito un business, e quando fai impresa, scegli Paesi che tutelano e sostengono chi investe». Le agevolazioni fiscali, certo, esistono – come per tanti sportivi e imprenditori – ma il vero motore resta l’opportunità di crescere. «Ho investito anche a Dubai, a Riad, in Spagna… e ovviamente in Italia, anche se i rapporti con il mio Paese si sono raffreddati».
Il legame complicato con l’Italia
L’Italia, ammette, gli è rimasta nel cuore, ma non è mai stata semplice. «Ho sempre cercato di creare lavoro e valore, ma spesso ho trovato ostacoli, non sostegno. Penso al caso Force Blue. È difficile restare dove sembra che non si voglia il cambiamento». Nonostante tutto, ribadisce il rispetto per il talento italiano, a partire dalla sanità: «Quando ho avuto bisogno, mi sono curato in Italia, affidandomi ai migliori medici. E ho pagato tutto, come è giusto che sia».
L’addio alla Sardegna e l’accordo con Del Vecchio
Anche la Sardegna, a lungo punto fermo del suo impero dell’intrattenimento, ha visto un graduale distacco. Non per problemi con la gente del posto, che definisce «splendida», ma per le difficoltà strutturali e la mancanza di visione: «Ci sono pochi collegamenti, è più semplice volare a Dubai che arrivare a Olbia. Qualcosa non torna».
Così è arrivata la decisione di cedere gli spazi del Billionaire a Leonardo Del Vecchio, imprenditore in cui ha visto solidità e garanzie per il futuro dei dipendenti. «Ho venduto solo i muri, non il marchio. Il nome Billionaire è ancora mio».
Natan Falco, la priorità assoluta
Ma oggi il cuore di Briatore batte soprattutto per il figlio, Natan Falco, avuto con Elisabetta Gregoraci. «È la cosa più importante che ho», dice senza esitazioni. La scuola è quella svizzera, rigorosa, internazionale, perfetta per prepararsi al mondo. «Parla quattro lingue e sa tutto delle mie aziende. Gli piace il mondo della ristorazione e conosce per nome tutti i ragazzi che lavorano nei nostri locali. Anche in Kenya!».
Sulla famosa “paghetta”, sorride: «Mi pare siano 500 euro al mese. Ma il difficile è non viziarli. Voglio che cresca con valori forti, anche se oggi è tutto diverso rispetto ai miei tempi».
Il tempo che passa, con leggerezza
A 75 anni, Briatore affronta il tema dell’età senza drammi. «Il tempo fa paura a tutti. Io cerco solo di restare in forma, anche per poter accompagnare ancora a lungo mio figlio nella sua crescita». Confessa di seguire un’alimentazione più leggera, quasi vegetariana, e di apprezzare piatti semplici come i minestroni.
Quanto alla chirurgia estetica? Nessuna vergogna. «Dieci anni fa ho fatto un piccolo intervento per eliminare il doppio mento. Lifting? Magari fra qualche anno… ma senza ansie».

