Vincenzo Schettini, noto per il suo ruolo di professore e influencer sui social, oltre che come conduttore del programma ‘La fisica dell’amore’, ha espresso preoccupazioni riguardo al quoziente intellettivo degli studenti di oggi. Schettini, che ha guadagnato popolarità attraverso le sue lezioni di fisica online, ha discusso delle conseguenze negative dell’uso eccessivo della tecnologia nella formazione dei giovani.
Riflettendo sulla propria esperienza da studente, Schettini ha evidenziato come l’assenza di distrazioni digitali come i cellulari abbia favorito uno sviluppo maggiore della creatività e delle capacità cognitive. Durante un’intervista al podcast ‘Muschio Selvaggio’, ha affermato: “Quando studiavo io, c’erano solo i libri, i professori e la biblioteca. Dovevamo usare il cervello”. Secondo lui, oggi il cellulare distrae e riduce la capacità di concentrazione e creatività.
Il professore ha poi lanciato un allarme: dal 2007 al 2024, ha notato un significativo calo del quoziente intellettivo e della soglia di attenzione degli studenti. “Si parla molto di meno e si delega alla macchina”, ha affermato, facendo riferimento all’uso di strumenti come l’intelligenza artificiale per completare i compiti. Raccontando di un episodio in cui uno studente ha chiesto a ChatGPT di scrivere un tema con errori tipici di un quattordicenne, Schettini ha definito la situazione “geniale ma paurosa”.
Nel suo appello agli studenti, Schettini ha esortato a non diventare pigri, sostenendo che l’uso eccessivo della tecnologia potrebbe compromettere le loro capacità competitive future. Per lui, la vera sfida è essere smart e sfruttare la tecnologia per migliorare, non per evitare lo sforzo. Ha criticato anche le soluzioni scolastiche che prevedono di chiudere i cellulari negli armadietti, definendole “una scemenza”, poiché facilmente aggirabili dagli studenti.

