Nelle carte processuali sul caso Tyler James Robinson, il giovane accusato dell’omicidio dell’influencer MAGA Charlie Kirk, emergono dettagli inquietanti: dalle chat con la partner transgender Lance Twiggs ai messaggi alla famiglia, fino alla pianificazione dell’attentato.
«Avevo abbastanza del suo odio»
Robinson avrebbe confidato al partner: «Ne avevo abbastanza del suo odio. Alcuni odi non si possono negoziare». Dichiarazioni che rivelano un movente politico ed emotivo. Cresciuto in una famiglia repubblicana e vicina a Trump, negli ultimi anni si era progressivamente spostato su posizioni più progressiste, in particolare sui diritti LGBTQ+. Questo aveva acuito i conflitti con i genitori, soprattutto con il padre, convinto sostenitore di Trump.
Il biglietto sotto la tastiera
Il primo segnale concreto emerge da uno scambio con Twiggs. «Guarda sotto la tastiera», scrive Robinson. Lance trova un biglietto: «Ho avuto l’opportunità di eliminare Charlie Kirk e lo farò». Subito dopo, Tyler confessa di trovarsi all’Utah Valley University, dove sta tentando di recuperare il fucile usato per il delitto. Alla domanda della partner – «Non sei stato tu, vero?» – risponde: «Mi dispiace, sì».
La pianificazione e il fucile del nonno
Robinson ammette di aver pianificato l’attacco da poco più di una settimana. L’arma era un fucile appartenuto al nonno, nascosto dopo lo sparo in un cespuglio vicino alla scena. Tyler si preoccupa che possano esserci impronte e teme la reazione del padre se non riuscisse a riportarlo a casa. In uno dei messaggi più bizzarri racconta di aver inciso frasi sui proiettili, definiti poi «una presa in giro».
Le testimonianze di familiari e coinquilini
Anche i genitori, secondo le testimonianze, hanno ricevuto messaggi allusivi: «C’è troppa cattiveria in quel ragazzo», avrebbe detto il figlio a proposito di Kirk. Il coinquilino, dopo aver letto le chat, lo affronta: «Non sei stato tu a farlo, vero?». La risposta è secca: «Sono stato io, mi dispiace».
Politica, identità e conflitti familiari
La madre di Robinson riferisce che negli ultimi mesi il figlio era diventato più politicizzato, avvicinandosi alle cause LGBTQ+ e scontrandosi sempre più spesso con il padre. La relazione con Twiggs aveva acuito queste tensioni. Nonostante ciò, Robinson nelle chat scrive al partner: «L’unica cosa che mi preoccupa sei tu, amore».
La resa
La sera dell’11 settembre 2025, Robinson si presenta volontariamente all’ufficio dello sceriffo della contea di Washington, accompagnato dai genitori e da un amico di famiglia. La madre lo aveva riconosciuto nelle immagini diffuse in tv. Dopo ore di esitazione, decide di consegnarsi.

