Un intervento di chirurgia estetica, poi il peggioramento improvviso e la morte. È quanto accaduto a Simonetta Kalfus, 62 anni, deceduta il 18 marzo all’ospedale Grassi di Ostia, dove era stata ricoverata in condizioni disperate. L’operazione di liposuzione, eseguita il 6 marzo in una struttura privata di Roma, avrebbe causato complicazioni fatali, portandola in coma vegetativo per quattro giorni prima del decesso. Ora la sua famiglia chiede giustizia.
La denuncia della figlia e l’apertura delle indagini
A sollevare il caso è stata la figlia della donna, che, il giorno prima della morte, ha presentato una denuncia ai carabinieri di Ardea, puntando il dito contro i medici che avevano eseguito l’intervento. I militari hanno avviato un’indagine per chiarire le circostanze del decesso e stabilire eventuali responsabilità.
La salma di Simonetta è stata trasferita al Policlinico Tor Vergata, dove verrà eseguita l’autopsia. Gli investigatori acquisiranno tutta la documentazione clinica per verificare le procedure seguite e valutare se vi siano state negligenze o errori medici.
Il dolore di amici e familiari
La notizia della morte di Simonetta ha scosso amici e conoscenti, che sui social hanno espresso il loro dolore. “La tua scomparsa mi addolora, la tua bambina è distrutta dal dolore. Eri una donna splendida”, scrive un’amica. “Sono senza parole”, commenta un conoscente, pubblicando una foto sorridente della donna al mare.
Molti la ricordano come una persona solare e sempre positiva. “Quante risate ci siamo fatti, ti porterò sempre nel cuore”, si legge in un altro messaggio.
Un caso che riaccende il dibattito sulla sicurezza negli interventi estetici
La tragedia di Simonetta Kalfus arriva a pochi mesi da un altro drammatico episodio: la morte di Margaret Spada, la 22enne di Lentini (Siracusa) deceduta dopo una rinoplastica eseguita a novembre in un ambulatorio privato di Roma. Anche in quel caso, la giovane aveva scelto la clinica dopo aver visto video pubblicati sui social. Dopo giorni di agonia, è morta in ospedale.
Per la sua morte sono stati indagati due medici, padre e figlio, titolari dello studio dell’Eur dove si era sottoposta all’operazione.
Questi episodi sollevano importanti interrogativi sulla sicurezza e sulla regolamentazione delle cliniche private che effettuano interventi estetici. La famiglia di Simonetta Kalfus ora chiede risposte, mentre le autorità cercano di far luce su cosa sia realmente accaduto in sala operatoria.

