Le teorie complottistiche del cantante spagnolo esplodono sui social, dove critica duramente anche il governo Sanchez.
Per Bosé, il cambiamento climatico non è la causa delle catastrofi che hanno colpito di recente la Spagna. Al contrario, l’artista ritiene che tragedie come quella che ha devastato Valencia, Cuenca e Albacete, causando oltre 200 morti e decine di migliaia di sfollati, siano provocate da “pratiche incontrollate di ingegneria climatica, scie chimiche o il programma HAARP,” accusando queste tecniche di generare “dolore, sofferenza e povertà.” Bosé ha espresso il suo disappunto in un lungo post su Instagram, in cui si è definito “devastato dalla catastrofe” e “furioso e pieno di rabbia.” Non ha risparmiato critiche neppure al governo spagnolo, accusandolo di essere “un gruppo di delinquenti” corresponsabile dell’accaduto.
“Il cambiamento climatico? Una bufala”
Nel suo sfogo, caratterizzato da frasi scritte interamente in lettere maiuscole e talvolta sgrammaticate, Miguel Bosé invita i suoi follower a non credere alla narrazione del cambiamento climatico come causa di tali eventi. “La gente deve svegliarsi una volta per tutte e smettere di pensare che tutto questo sia dovuto al cambiamento climatico, un concetto che prima chiamavano riscaldamento globale. Non esiste niente del genere,” scrive Bosé. “Vogliono venderci una realtà che non esiste, un’altra occasione per fare soldi, proprio come è accaduto con vaccini e mascherine durante la pandemia.” Non specifica esattamente chi accusa, ma è evidente che le sue parole contrastano con il consenso scientifico sul riscaldamento globale. Infatti, sebbene sia complesso attribuire singoli eventi meteorologici al cambiamento climatico, gli scienziati concordano nel dire che il riscaldamento globale intensifica la frequenza e la violenza degli eventi estremi. Nel caso di Valencia, uno studio dell’Imperial College di Londra ha stimato che ogni grado di riscaldamento globale ha incrementato del 7% le precipitazioni sulla costa spagnola.
Critiche all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite
Le affermazioni di Miguel Bosé non si limitano al negazionismo climatico. Il cantante punta il dito anche contro l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, un programma di obiettivi per la pace, lo sviluppo sostenibile e la riduzione della povertà approvato nel 2015. “Invito tutti a fare sentire la propria voce per fermare l’Agenda 2030, che favorisce un’élite interessata solo a distruggere ciò che generazioni di famiglie, nelle campagne e nelle città, hanno costruito con fatica.” Sebbene l’Agenda 2030 sia generalmente vista come un progetto positivo per il futuro, è spesso criticata da ambienti complottistici, che la interpretano come un disegno oscuro di controllo globale. Anche Bosé sembra vedere in essa una minaccia ai valori tradizionali e alla libertà delle persone.

