Dal 1° novembre cambiare genere in Germania è più semplice: una nuova legge voluta dal governo di Olaf Scholz, accolta con favore dalla comunità Lgbtq+, consente ora di dichiarare il proprio genere all’anagrafe senza passare dal tribunale o presentare perizie psichiatriche, come invece richiedeva la normativa del 1980. Con questa riforma, la Germania si allinea a Paesi come Danimarca, Belgio, Svizzera e Spagna, che hanno già adottato norme per facilitare il cambio di genere.
«Oggi è una giornata storica per il riconoscimento della diversità sessuale e dei diritti delle persone transgender e non binarie in Germania», ha dichiarato Nyke Slawik, deputata transgender dei Verdi. Anche la ministra della Famiglia, Lisa Paus, ha definito questo giorno “molto speciale” e ha sottolineato il rafforzamento dei diritti per la comunità Lgbtq+.
La nuova “legge sull’autodeterminazione” permette ai cittadini di scegliere tra le opzioni “femminile”, “maschile”, “vari” o “nessuna menzione del genere”. I minori di 14 anni devono essere rappresentati da un genitore, mentre dai 14 ai 18 anni è richiesto il consenso parentale. Gli adulti possono presentare la domanda in piena autonomia. Secondo Der Spiegel, dal 1° agosto circa 15.000 persone hanno già usufruito delle pre-iscrizioni per avviare la procedura semplificata.

