Una delegazione di Nueva Canarias si incontra con la responsabile dei Servizi per l’Acqua Pulita per elaborare una roadmap ed evitare future sanzioni.
La Commissione Europea ha offerto supporto finanziario alle Canarie per correggere le carenze riscontrate nel trattamento delle acque reflue, un problema che ha portato all’apertura di diverse procedure sanzionatorie contro vari comuni. Attualmente, l’arcipelago affronta quattro procedimenti per scarichi illegali, uno dei quali è già in fase di riscossione, con un costo stimato di 12 milioni di euro. La Commissione ha confermato che tali inadempienze, in alcuni casi protratte nel tempo, continuano ad avere un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute pubblica, in particolare in zone come Arico.
La gravità della situazione è stata segnalata da Pedro Jonay Díaz, presidente del comitato locale di Nueva Canarias-Bloque Canarista di Arico, e da Juan Daniel Fajardo, vicepresidente di Nueva Canarias Tenerife. I due portavoce, dopo aver presentato numerose richieste ufficiali al Comune di Arico e al Governo delle Canarie senza ottenere risposte soddisfacenti, hanno deciso di portare la questione direttamente all’attenzione delle autorità europee.
Al momento, hanno delineato una roadmap per affrontare il problema insieme all’eurodeputato di Compromís, Vicent Marzà Ibáñez, e a Paula Duarte, responsabile dell’Unità per l’Ambiente Marino e i Servizi per l’Acqua Pulita della Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea. Durante l’incontro, i rappresentanti canari hanno sottolineato il “grave impatto della cattiva gestione delle acque reflue nella regione” e la necessità “urgente” di migliorare le infrastrutture di depurazione.
Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti di Nueva Canarias, la Commissione Europea “è disposta a fornire finanziamenti attraverso i fondi FEDER per risolvere questo problema”, a condizione che venga presentato “un piano regionale adeguato”.

