In Germania, soprattutto nelle aree rurali, è una consuetudine consolidata: piccole rivendite di frutta e verdura lasciate lungo le strade di campagna, dove i clienti pesano da soli i prodotti e lasciano i soldi in una cassetta. Un sistema basato sulla fiducia che funziona da decenni senza che nessuno pensi di approfittarne. In Italia, però, esperimenti simili sembrano destinati a durare poco: la tentazione di rubare prevale spesso sul senso civico.
Lo sa bene Cesare De Stefani, proprietario della celebre Osteria Senz’Oste di Valdobbiadene, nelle Colline del Prosecco trevigiane. Il locale è noto proprio per il suo modello unico: niente personale, i clienti si servono da soli e lasciano il denaro in una cassetta. Per anni è stato un simbolo di fiducia e autenticità, ma oggi quel patto sembra spezzato. «Non ci sono più le condizioni per continuare così» ammette De Stefani, amareggiato, in un’intervista al Corriere del Veneto.
«Ho perso il conto delle denunce»
L’osteria è finita più volte nel mirino di razzie e furti. «Ogni volta è un colpo al cuore, la violazione di ciò che per me è in parte una casa. Non sono furti dettati dalla fame, non spariscono i prodotti: spariscono i soldi» racconta il proprietario. Nemmeno le telecamere di sorveglianza introdotte di recente hanno fermato i ladri. «Per anni il sistema ha funzionato senza controlli, solo grazie all’onestà. Ora questo è diventato un miraggio: le generazioni e la società sono cambiate».
Giovani nel mirino
Secondo De Stefani, i responsabili sono perlopiù ventenni. «Le telecamere hanno ripreso chi sono: giovanissimi che, in pieno giorno, forzano serrature e cercano i contanti. È gente che non crede più nel lavoro. Per troppo tempo abbiamo fatto passare l’idea che lavorare fosse una punizione, così oggi ci troviamo senza idraulici, panettieri o autisti, ma con ragazzi che pensano di cavarsela senza sacrifici».
L’imprenditore non risparmia una stoccata politica: «È colpa della sinistra: un tempo era normale che i ragazzi di 14 o 15 anni andassero d’estate in azienda a imparare un mestiere. Oggi non solo è impensabile, ma addirittura illegale».
Un simbolo che rischia di sparire
L’Osteria Senz’Oste, che per anni ha rappresentato una piccola utopia di fiducia reciproca tra gestore e clienti, rischia dunque di abbassare la saracinesca. «Non so ancora cosa farò – conclude De Stefani – ma in questo clima non credo ci siano più le condizioni per tenere aperta un posto come il mio».

