Secondo quanto riportato dalla televisione statale del Sudan e da fonti militari, l’Aeronautica sudanese ha condotto un attacco contro un aereo degli Emirati Arabi Uniti accusato di trasportare mercenari colombiani durante l’atterraggio all’aeroporto di Nyala, controllato dalle Forze di Supporto Rapido (RSF), un gruppo paramilitare attivo nella regione del Darfur occidentale.
Una fonte militare ha riferito che il velivolo “fu bombardato e completamente distrutto” al suo arrivo, provocando la morte di almeno 40 mercenari.
Aggiornamenti e dettagli
Secondo fonti governative sudanesi, l’aereo era stato individuato e seguito dall’intelligence militare, che ha coordinato l’attacco immediatamente dopo l’inizio della manovra di atterraggio. Il governo di Khartoum accusa da mesi gli Emirati Arabi Uniti di armare e finanziare le RSF, considerate un nemico diretto dall’esercito regolare.
Gli Emirati Arabi Uniti negano fermamente ogni coinvolgimento, definendo le accuse “false” e parte di una campagna di disinformazione orchestrata dal Sudan.
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha ordinato un’indagine urgente per verificare il numero esatto dei connazionali coinvolti e predisporre eventuali operazioni di rimpatrio delle salme.
Contesto dell’aeroporto di Nyala
L’aeroporto di Nyala è una struttura di tipo misto civile e militare, utilizzata anche in passato da missioni ONU. Da aprile 2023, quando è scoppiata la guerra aperta tra esercito sudanese e RSF, l’impianto è stato più volte colpito da raid aerei dell’esercito regolare, che lo considera un hub logistico strategico per i paramilitari.
Un episodio simile si era già verificato il 3 maggio 2025, quando un Boeing 737 fu colpito durante l’atterraggio nello stesso scalo, provocando 20 vittime a bordo. Anche in quel caso, il velivolo era sospettato di trasportare armi destinate alle RSF.

