L’Asociación para la Defensa de la Sanidad Pública de Canarias (Adspc) ha espresso ieri il proprio disappunto riguardo alla situazione dell’assistenza sanitaria pubblica a Tenerife, definendola un “fallimento”. L’associazione lamenta che, nonostante sia trascorso un altro anno, “tutto resta uguale” e che i miglioramenti riportati dalle statistiche siano stati “minimi e irrilevanti”. In alcuni casi, la situazione è addirittura peggiorata.
Tempi di attesa tra i peggiori
Secondo l’Adspc, il problema non è solo una “percezione della cittadinanza”, ma è confermato dai dati che indicano come le Canarie siano tra le peggiori regioni per i tempi di attesa nelle visite di Medicina Generale e per i consulti con specialisti. L’associazione denuncia che Tenerife registra “i risultati peggiori in assoluto”, attribuendo la responsabilità di questo fallimento alla Consejería de Sanidad, colpevole di non aver adattato il modello di finanziamento e gestione alle effettive variabili demografiche e specificità dell’isola.
Critiche alla gestione
L’associazione individua nelle seguenti criticità le radici dei principali problemi che affliggono i centri pubblici:
- Politicizzazione dei dirigenti e gestori, con una “totale mancanza di professionalità”.
- Assenza di trasparenza informativa.
- Nessuna partecipazione sociale e professionale nella gestione del sistema sanitario.
Sanità disumanizzata e perdita di fiducia
L’Adspc accusa inoltre il sistema sanitario pubblico di essere diventato “irrealistico e un vero e proprio inganno” per la popolazione, alimentando frustrazione e perdita di fiducia. Viene denunciata una “medicina disumanizzata” che vede solo le malattie, ignorando le persone.
Proposte per un cambiamento urgente
L’associazione, guidata da Guillermo de la Barreda, ha avanzato una serie di richieste per risollevare il sistema sanitario dall’attuale situazione di crisi. Tra le misure proposte:
- Aumentare il finanziamento fino a raggiungere almeno la media europea.
- Rafforzare l’Assistenza Primaria con più risorse e personale.
- Incrementare il numero di posti letto ospedalieri pubblici fino a una proporzione di 5 per 1.000 abitanti, attraverso l’ampliamento e la costruzione di centri di media e lunga degenza.
- Migliorare l’utilizzo delle risorse esistenti, oggi sottoutilizzate.
- Ridurre il costo dei farmaci attraverso un controllo più rigoroso della spesa farmaceutica.
- Porre fine alla privatizzazione del sistema sanitario e recuperare le strutture privatizzate per garantire una gestione pubblica.
- Contrastare “i mercanti della malattia”, riferendosi a chi sfrutta il sistema sanitario a scopo di lucro.
Una chiamata all’azione
L’Adspc sottolinea che la situazione richiede interventi urgenti per evitare che l’assistenza sanitaria pubblica delle Canarie continui a peggiorare. “È tempo di agire e di riportare la sanità pubblica a un livello che garantisca dignità, equità e accesso per tutti i cittadini”, ha concluso de la Barreda.

