Un paziente della Louisiana ha contratto il virus H5N1, noto anche come influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), dopo essere stato esposto sia a un piccolo allevamento domestico che a uccelli selvatici. Si tratta del primo caso umano registrato nello Stato, e le autorità sanitarie hanno confermato che non ci sono prove di trasmissione tra esseri umani.
Le autorità rassicurano: rischio limitato per la salute pubblica
Nonostante il caso isolato, le autorità sanitarie continuano a considerare basso il rischio per la salute pubblica. Tuttavia, chi lavora con il pollame o è a contatto frequente con animali da cortile o uccelli selvatici deve prestare particolare attenzione. “La prevenzione resta fondamentale: evitare il contatto diretto con animali infetti o potenzialmente contagiati è il miglior modo per proteggersi dall’H5N1”, sottolineano gli esperti.
Matteo Bassetti: “Un avvertimento per il 2025”
Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha commentato il caso come un possibile segnale d’allarme per il futuro. “Il primo decesso legato all’H5N1 riguarda un anziano con patologie pregresse, ma ciò che preoccupa è la fonte del contagio: non bovini, ma un animale da cortile. Questo cambia lo scenario rispetto ai casi riscontrati tra gli operatori di allevamenti di bovini”.
Bassetti ha anche evidenziato che negli Stati Uniti il 2024 ha visto 60 casi di infezione da influenza aviaria e che il 2025 si apre con il primo decesso. “Al momento non ci sono evidenze di trasmissione interumana, ma è probabile che accada. Il nuovo anno potrebbe essere cruciale per comprendere l’evoluzione di questa minaccia sanitaria”.
Un problema da monitorare
Le autorità invitano alla vigilanza, specialmente tra le persone che lavorano o trascorrono del tempo a stretto contatto con animali potenzialmente infetti. Le misure di prevenzione e il monitoraggio continuo saranno fondamentali per contenere il rischio e prevenire la diffusione del virus.

