Agenti della Brigata Provinciale Immigrazione e Frontiere (UCRIF II) della Polizia Nazionale di Las Palmas de Gran Canaria hanno arrestato tre persone, accusate dei reati di associazione a delinquere, falso documentale e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, per aver facilitato la registrazione anagrafica (empadronamiento) di 39 cittadini stranieri – principalmente di origine marocchina e mauritana – nel comune di Gáldar, a Gran Canaria.
L’inchiesta
L’indagine ha preso avvio alla fine di marzo, quando il Servizio Anagrafe del Comune di Gáldar ha segnalato alla Polizia Nazionale sospetti di irregolarità nei registri di residenza relativi a diversi indirizzi.
Le verifiche condotte dagli agenti hanno portato all’identificazione di quattro immobili nel centro urbano di Gáldar dove risultavano registrate ben 39 persone, nessuna delle quali aveva mai effettivamente vissuto in quegli appartamenti.
Fino a 600 euro per un falso contratto
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli arrestati offrivano, in cambio di somme fino a 600 euro, la loro intermediazione per ottenere una residenza fittizia, utilizzando contratti d’affitto falsificati.
Tali contratti indicavano come locatori cittadini spagnoli del tutto estranei agli immobili indicati. La maggior parte delle persone registrate, in realtà, non risiedeva nemmeno in Gran Canaria, bensì in Marocco.
L’obiettivo: sanità, cittadinanza e sussidi
L’empadronamiento irregolare veniva utilizzato per ottenere la tessera sanitaria, avviare pratiche di nazionalizzazione e, in alcuni casi, richiedere prestazioni sociali non contributive.
Gli arresti
L’operazione si è conclusa il 26 giugno con l’arresto di tre persone residenti a Las Palmas de Gran Canaria. Al termine delle indagini, gli agenti hanno trasmesso la documentazione alla Procura competente di Santa María de Guía.

