ITALIA. L’hanno sbalzata in cinque continenti, per riportarla “nel luogo epicentro che conosco meglio al mondo: Milano, Porta Venezia”. Racconta: “Viaggio da sola molto spesso. Perché permette di staccare completamente, di entrare in una dimensione della scelta personale e provare davvero cose nuove. Quelle che il gruppo e la compagnia, mantenendoti in una comfort zone, potrebbero farti smarrire. Il viaggio da sola è un’occasione da cogliere, mandando a quel paese la paura, perché sarai felice. A cominciare dal fatto che non devi prenotare, schedulare, acconsentire, ma solo conoscere”
Victoria ama viaggiare senza prenotare: “Perché mi fa stare meglio. Voglio decidere all’ultimo, anche se costa di più. Viaggio anche senza avvisare. Per esempio, Stefano Seletti (patron dell’azienda di design Seletti, ndr) e sua moglie Adriana, brasiliana, mi dicevano sempre: ‘Dai vieni a trovarci a Bahia’. Un anno li prendo in parola. Parto il 23 dicembre, all’improvviso. Gli lascio un messaggio in segreteria: ‘Ciao, sono a San Paolo. Arrivo domani da voi’. Ovviamente, non avevano posto a casa. Super gentili, mi arrangiano su una branda con zanzariera e al mattino con Stefano andiamo alla ricerca di una sistemazione. Dopo ore senza speranza, incontriamo un vicino, un signore molto distinto, art dealer, di quelli buongiorno e buonasera. Lui chiede in portoghese: ‘Ma lei è una rompicoglioni? Perché io una camera degli ospiti ce l’ho. Però…’. ‘No no, simpaticissima’, replica Seletti. Oh, finisco in una casa pazzesca con vista mare. Non ci capivamo molto, infatti mi ha portata a fare una gita per spiagge dove mi sono ustionata perché credevo durasse un’ora e invece ne sono state 12. Ma è stato bellissimo”.

