Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Salvatore Luongo, ha commentato con queste parole il ritorno di un contingente italiano al valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, nell’ambito della missione europea EUBAM Rafah: «Non siamo semplicemente qui per controllare un confine. Portiamo con noi la cultura del servizio, della vicinanza, della pace».
Lo schieramento italiano coinvolge otto militari che contribuiranno all’apertura del valico e all’avvio di attività di formazione per le future forze di sicurezza palestinesi. Questo impegno si inserisce nel quadro di supporto alle autorità locali, con l’obiettivo di sostenere la stabilità dell’area e garantire operazioni di passaggio sicuro per civili, feriti e malati.
Il generale Luongo ha sottolineato come l’Arma dei Carabinieri operi in tale contesto non solo come struttura tecnica, ma come modello culturale: grazie agli operatori formati nel corso degli anni, l’Istituzione trasmette valori di integrazione, accoglienza e protezione. «Le nostre stazioni sono luoghi di prossimità, di solidarietà», ha affermato, «in Italia come all’estero».
La presenza italiana al valico di Rafah assume dunque una duplice valenza: da un lato strategica, per il rilievo internazionale dell’area; dall’altro simbolica, per affermare un modello di sicurezza legato alla cooperazione e alla pace.
