Vivere isolati può sembrare facile su Instagram, ma la tragica fine di questa famiglia racconta una storia diversa.
All’inizio di questo mese, un escursionista solitario nei pressi del campo di Gold Creek ha fatto una macabra scoperta: i corpi di Rebecca Vance, 42 anni, suo figlio di 14 anni e sua sorella, Christine Vance, 41 anni, tutti residenti a Colorado Springs.
I resti mummificati di questa famiglia che ha cercato di vivere in isolamento sono stati ritrovati nel mese di luglio nella Foresta Nazionale di Gunnison, in Colorado. Secondo quanto riportato da NBC News, la famiglia si è affidata esclusivamente a video su YouTube. È una triste testimonianza dei pericoli che comporta vivere nella natura senza adeguata preparazione.
La pandemia ha ispirato una scelta di vita isolata.
Secondo la sorellastra Trevala Jara, Rebecca Vance, preoccupata per lo stato del mondo durante la pandemia di COVID-19, ha preso una decisione significativa. Ha deciso di condurre suo figlio in una vita senza connessione alla rete elettrica, immergendosi completamente nella natura. La famiglia ha affidato la propria preparazione esclusivamente a video su YouTube, nonostante alcuni membri abbiano cercato di dissuaderli, evidenziando la loro mancanza di esperienza nella sopravvivenza.
Con la convinzione che la sua presenza avrebbe potuto contribuire al loro benessere, Christine, la sorella di Rebecca, ha deciso di unirsi a sua sorella e a suo nipote. Nonostante l’offerta di Jara di sottoporre il gruppo a una prova sulla proprietà di montagna di sua proprietà, le sorelle hanno insistito nel sostenere che sarebbero state autosufficienti. L’ultimo contatto con loro è stato un messaggio di testo alla fine del 2020, prima che un escursionista trovasse i corpi: uno all’esterno di una tenda con la cerniera e altri due all’interno.
Un rifugio adeguato è essenziale.
Gli investigatori sostengono che la famiglia, a quanto pare, aveva avviato la costruzione di una capanna in legno, ma non era riuscita a completarla prima dell’arrivo dell’inverno. Risulta evidente che la tenda costituiva il loro unico rifugio durante uno degli inverni più rigidi del Colorado.
Nonostante Internet spesso conferisca un tocco glamour all’idea della sopravvivenza, la realtà è ben diversa. Gli esperti consigliano di assicurarsi un alloggio stabile, un generatore e una riserva di gas. Anche provviste abbondanti risultano cruciali per la sopravvivenza, elementi di cui questa famiglia era completamente sprovvista.
“Sebbene avessero con sé molta letteratura sulla sopravvivenza all’aperto e sul foraggiamento, sembrava che si fossero riforniti semplicemente in un supermercato”, ha dichiarato il medico legale della contea di Gunnison, Michael Barnes, che ha concluso che la sfortunata famiglia aveva perso la vita a causa delle privazioni.
L’approvvigionamento e le competenze di sopravvivenza rappresentano elementi cruciali per affrontare l’isolamento.
Questo tragico epilogo mette in luce i rischi associati al tentativo di vivere in isolamento senza la necessaria preparazione e le adeguate tecniche di sopravvivenza. Indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, garantirsi un rifugio adeguato prima di intraprendere tale impresa risulta indispensabile. Visionare un video su Internet non equivale a costruire personalmente un rifugio sicuro e confortevole. I social media e i tutorial video rendono ogni cosa sembrare facile e gestibile. Tuttavia, è essenziale tenere presente che la costruzione di una capanna accogliente richiede notevole esperienza.
Un esperto ha commentato: “Già di per sé, sopravvivere all’inverno in alta quota richiede una capanna accogliente, una generosa scorta di legna, elettricità, provviste e persino un veicolo. Questa sfortunata famiglia sembra non avesse alcuna consapevolezza di ciò che li aspettava”. Un altro ha aggiunto: “La situazione è davvero triste. Coloro che non hanno familiarità con la vita in natura non comprendono quanto sia arduo sopravvivere. Nei tempi dei pionieri, la vita era basata sulla terra, con caccia, pesca e raccolta di cibo molto più abbondanti e accessibili rispetto al contesto attuale, ma anche allora era una sfida.”
La disponibilità di cibo selvatico non è più come un tempo, e anche se lo fosse, non è possibile improvvisarsi, armarsi e cacciare un cervo. In modo sorprendente, nel loro campo non sono state rinvenute armi da fuoco o altro, rendendo poco chiaro come il gruppo intendesse procurarsi il cibo. Anche se avessero pianificato di cacciare, ciò avrebbe richiesto conoscenza, pratica e attrezzature adeguate.
Quali abilità sono necessarie per vivere in isolamento? L’approccio ideale è evitare di farsi trascinare eccessivamente dai social media. È essenziale condurre ricerche in modo indipendente e prepararsi per questo nuovo e impegnativo stile di vita prima di intraprenderlo. Ad esempio, acquisire competenze per vestirsi adeguatamente e prevenire le malattie, come evitare le zecche in zone a rischio, rappresenta una priorità. Conoscere il clima e l’ambiente in cui ci si dirige, assicurandosi di disporre di rifugio, combustibile, cibo e acqua, diventa fondamentale.

