I due dipendenti dello IOR licenziati per essersi sposati: «Hanno cambiato il regolamento apposta per noi. Ci appelliamo a Papa Francesco»
Flavio e Francesca, dopo anni di servizio rispettivamente di 13 e 11 anni all’Istituto per le Opere di Religione (IOR) in Vaticano, sono stati licenziati per aver contratto matrimonio. Dal 1° ottobre, il loro matrimonio è considerato incompatibile con le nuove regole dell’istituto. «I clienti ci apprezzavano e i dirigenti ci consideravano insostituibili», dichiarano oggi al Corriere della Sera, rivelando che il licenziamento è stato solo l’ultimo episodio di una serie di pressioni iniziate tempo fa. «Veniamo entrambi da matrimoni precedenti, annullati dalla Sacra Rota. I problemi per noi sono iniziati due anni fa», racconta Francesca. «All’epoca fui ricoverata al Policlinico Gemelli per motivi di salute, e la nostra relazione era già di dominio pubblico. Da quel momento iniziarono le difficoltà».
Le nuove regole dello IOR
Francesca continua: «Iniziarono a chiedermi di fornire ulteriore documentazione sulla mia malattia, nonostante i medici avessero già certificato il mio stato di salute». Flavio aggiunge: «Ero costantemente alla ricerca di quali certificati fossero necessari». Secondo la coppia, il regolamento dell’istituto è stato modificato su misura per loro: «Non ci è mai stata data una vera spiegazione». Dopo il ritorno di Francesca al lavoro, raccontano, «avevamo pianificato una settimana di vacanza in montagna con i bambini, ma improvvisamente mi fu detto che le ferie erano state revocate. Poi mi avvisarono che sarebbe arrivata una comunicazione importante», che si rivelò essere un trasferimento: «Dall’ufficio pagamenti mi hanno spostato alla reception».
Il trasferimento
Francesca descrive il nuovo incarico come un lavoro da portinaia: «Mi ritrovai a fare mansioni che mai avrei immaginato, l’unica donna tra più di 100 dipendenti con quel ruolo. Spesso mi capitava di incontrare clienti che mi conoscevano nelle mie precedenti mansioni, era imbarazzante. Ma mi ripetevo: “passerà”». Tuttavia, la situazione è precipitata il 2 maggio scorso, quando fu introdotto un nuovo articolo nel regolamento, apparentemente creato apposta per loro. «Ci chiesero di scegliere chi di noi due avrebbe dovuto dimettersi. Ma come avremmo potuto? Abbiamo figli, come avremmo spiegato loro che uno di noi non avrebbe più lavorato?».
Le sanzioni disciplinari e il licenziamento
Dopo il rifiuto di dimettersi, sono iniziate le sanzioni: «Ci hanno ridotto lo stipendio di 700 euro a testa, proprio quando la nostra vicenda è diventata di pubblico dominio». La coppia si è sposata ad agosto scorso, ma già da febbraio avevano informato l’istituto di tutti i dettagli, dal cambio di residenza allo stato di famiglia. Infine, è arrivato il licenziamento: «Ci convocarono insieme quella mattina alle 9. Ci mostrarono la lettera di licenziamento e ci fecero lavorare fino alle 16:30, poi abbiamo restituito i nostri badge». Hanno scritto a Papa Francesco? Francesca risponde: «Sì, siamo fiduciosi che non lascerà una famiglia senza lavoro».

