«Colleghi destinati in comuni come Arona (Tenerife), Haría (Lanzarote) o aree rurali di El Hierro hanno rinunciato al loro incarico perché non sono riusciti a trovare un alloggio a un prezzo sostenibile», spiega Pedro Crespo, presidente di Anpe Canarias, il sindacato più rappresentativo tra il personale docente dell’arcipelago. «La questione abitativa si sta trasformando in una vera e propria barriera di accesso all’insegnamento pubblico».
Spesso, per un insegnante chiamato a sostituire un collega in un’altra isola, diventa quasi impossibile accettare l’incarico a causa dei prezzi proibitivi delle case, specialmente se la supplenza è di breve durata. «Non ne vale la pena», aggiunge Crespo. Una situazione che si ripercuote anche sull’apprendimento degli studenti, poiché talvolta nemmeno si riescono a trovare sostituti.
Questo fenomeno colpisce in particolare il personale precario e i neolaureati. «Se accettare un incarico significa dover pagare affitti esorbitanti o affrontare traslochi costosi senza alcuna garanzia di continuità, molti professionisti preferiscono declinare le proposte, con un danno diretto alla qualità dell’istruzione pubblica», sottolinea il presidente di Anpe. Il problema è ancora più grave nei comuni turistici del sud di Gran Canaria e Tenerife, e in gran parte di Lanzarote e Fuerteventura, dove i canoni possono arrivare a superare il 40% dello stipendio di un docente a tempo determinato. «Tutto ciò aggrava la precarietà del settore», ribadisce Crespo.
A questi ostacoli si aggiungono le difficoltà della mobilità interinsulare, che comportano costi aggiuntivi e riducono la stabilità del personale. «Trasferirsi da un’isola all’altra significa perdere i propri punti di riferimento, affrontare pratiche burocratiche e sostenere spese extra per i trasporti e i traslochi. Molti non possono permettersi contratti di lunga durata e finiscono prigionieri di affitti temporanei, costosi e soggetti a continui cambi di alloggio», racconta Crespo.
Questa precarietà incide direttamente sul benessere dei docenti e, di conseguenza, sulla loro capacità di svolgere il lavoro con serenità. «Vivono costantemente nell’incertezza, con la sensazione di essere sempre di passaggio, e vedono compromessa la possibilità di conciliare vita lavorativa e privata».
Di fronte a questa situazione, Crespo giudica «del tutto insufficiente» l’indennità di residenza corrisposta ai dipendenti pubblici dello Stato per compensare i costi legati all’insularità e alla lontananza. «Servono misure specifiche, come un’indennità aggiuntiva pensata proprio per far fronte alla difficoltà di trovare casa a prezzi ragionevoli, sulla falsariga di quanto è stato fatto nelle Baleari», propone.
Anpe avanza anche altre idee: istituire un fondo di abitazioni pubbliche destinate ai docenti, regolamentare l’uso degli affitti turistici per garantire la disponibilità di alloggi a lungo termine, creare graduatorie per assegnare abitazioni agli insegnanti precari e prevedere strumenti che consentano di lavorare preferibilmente nella propria isola di residenza o vicino al proprio comune.
«Come sindacato, cerchiamo di alleviare il problema mettendo in contatto proprietari e docenti in cerca di casa, ma non basta. È indispensabile che l’amministrazione intervenga», chiede Crespo.
Il consigliere all’Istruzione del Governo delle Canarie, Poli Suárez, ha dichiarato in conferenza stampa il 24 luglio scorso che, almeno per ora, non è possibile gestire direttamente questa emergenza. «La questione abitativa è una priorità per questo governo, ed è vero che anche i docenti costretti a spostarsi per lavorare ne risentono. Ma come Consejería de Educación non possiamo fornire alloggi: innanzitutto perché non li abbiamo, e poi perché non potremmo comunque assumerci questa responsabilità», ha spiegato.
Suárez ha ammesso che il problema è ben presente e che diversi sindacati chiedono soluzioni abitative per il personale scolastico, ma ha invitato alla cautela. «Penso che dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Non diciamo di no, ma dobbiamo essere consapevoli che, in questo momento, non possiamo farci carico di una questione così complessa», ha affermato.
Il consigliere ha concluso ribadendo che il problema merita un’analisi approfondita: «Va studiato seriamente per capire quali soluzioni possiamo mettere in campo. Non ho una bacchetta magica per risolvere anche l’aspetto abitativo degli insegnanti alle Canarie».

