Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea si fanno sempre più pressanti, ma il dialogo resta aperto. Il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima di partire per la Pennsylvania, ha rassicurato sullo stato delle trattative: «Stiamo parlando con l’Ue. In passato non ci ha trattato bene, ma ora sì. Credo che andrà tutto per il meglio», ha detto, citato da Bloomberg.
Intanto, sul versante europeo, il commissario per il Commercio Maros Sefcovic ha avviato una serie di contatti con l’amministrazione statunitense. Dopo un primo colloquio telefonico con il segretario al Commercio Howard Lutnik, è previsto un nuovo incontro con Jamieson Greer, rappresentante per il commercio del presidente americano. «Siamo nella fase più sensibile del negoziato», ha dichiarato il portavoce della Commissione Olof Gill, sottolineando che «l’obiettivo è giungere a un’intesa di principio entro fine mese».
Bruxelles pronta alla risposta: definito un nuovo pacchetto di contromisure
La Commissione europea, pur lasciando spazio alla diplomazia, si prepara a eventuali sviluppi negativi. È già stato messo a punto un secondo pacchetto di contromisure, frutto di consultazioni con Stati membri e imprese. Il piano, che dovrà essere approvato dalle capitali, non entrerà in vigore prima del 1° agosto, come precisato da Gill: «Non vogliamo muoverci prima di quella data, ma siamo pronti a reagire».
Meloni: «Serve un accordo vantaggioso per entrambi»
Da Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di evitare una guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico: «Un’intesa sui dazi dev’essere raggiunta entro il primo agosto», ha affermato dopo l’incontro con il cancelliere austriaco Christian Stocker. «Dobbiamo lavorare per un accordo reciprocamente vantaggioso. Tutti gli altri scenari sarebbero irrazionali nel contesto attuale. Il nostro obiettivo è rafforzare l’Occidente nel suo insieme, sostenendo le rispettive economie».
Tajani a Washington: «Evitiamo un conflitto commerciale»
In missione a Washington, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto incontri chiave con i vertici politici americani, tra cui Marco Rubio, Jim Risch e lo stesso Jamieson Greer. L’obiettivo è chiaro: costruire un’intesa che soddisfi entrambe le parti. «Una guerra dei dazi non conviene a nessuno», ha dichiarato Tajani, aggiungendo di aver ricevuto rassicurazioni politiche dal suo omologo. «Le relazioni transatlantiche sono solide e positive, e stiamo lavorando per trovare un compromesso equo».
Berlino e Parigi: «Pronti a reagire, ma no a ricatti»
Più netti i toni da parte di Francia e Germania. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avvertito: «Non sottovalutate la nostra determinazione. Avremmo potuto già reagire, ma ci siamo trattenuti. Se non si troverà un accordo, siamo pronti a rispondere». Sulla stessa linea il ministro francese Jean-Noël Barrot, che ha definito l’atteggiamento americano «un ricatto». «I dazi al 30% danneggerebbero soprattutto la classe media americana. L’economia USA ha bisogno dell’Europa», ha affermato, ricordando come l’eurozona investa oltre 3.000 miliardi nell’economia e nel debito pubblico statunitense. «L’Ue non intende diventare un vassallo degli Stati Uniti. Ma siamo pronti a trattare. Serve un accordo serio, all’altezza della nostra partnership».

