Negli ultimi anni, la salute mentale dei giovani italiani ha subito un peggioramento significativo, con un aumento preoccupante dei casi di ansia e depressione. Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblicato nel 2022, durante i periodi di lockdown del 2020 si è registrato un incremento dei sintomi depressivi nella popolazione generale, con una prevalenza che ha raggiunto l’8,2% nel bimestre luglio-agosto, rispetto al 6,1% del 2018-2019. Particolarmente colpiti sono stati i giovani tra i 18 e i 34 anni, che tradizionalmente rappresentavano una fascia a minor rischio.
Un ulteriore rapporto del 2024, elaborato da Censis, Consiglio Nazionale dei Giovani e Agenzia Nazionale dei Giovani, ha evidenziato che il 49,4% degli italiani tra i 18 e i 25 anni ha sofferto di ansia e depressione a causa dell’emergenza sanitaria. Questo disagio ha portato il 62,1% dei giovani a rivedere la propria visione del futuro.
Inoltre, secondo l’Unicef, circa l’8% dei giovani europei tra i 15 e i 19 anni soffre di ansia e il 4% di depressione. In Italia, oltre 700.000 giovani sono affetti da depressione e disagi mentali, con un incremento significativo rispetto agli anni precedenti.
Questi dati sottolineano l’urgenza di interventi mirati per affrontare il crescente disagio mentale tra i giovani. È fondamentale promuovere la consapevolezza sulla salute mentale, potenziare i servizi di supporto psicologico e implementare politiche che affrontino le cause profonde di questi disturbi, al fine di garantire un futuro più sano e resiliente per le nuove generazioni.

