Federico Starnone, 46 anni, latitante legato alla ‘ndrangheta e ricercato dalla giustizia italiana, è stato arrestato a Cali, in Colombia, al termine di una complessa operazione internazionale. L’uomo, considerato il principale intermediario tra i clan calabresi e i cartelli sudamericani, era sfuggito per mesi alla cattura cambiando spesso rifugio tra residenze di lusso.
A localizzarlo sono stati i droni della polizia colombiana, che lo hanno individuato in un elegante appartamento nel quartiere residenziale di Cali, capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, con il supporto della polizia nazionale colombiana, dei servizi di intelligence e delle forze speciali locali.
Un tassello della maxioperazione contro il narcotraffico
L’arresto di Starnone si inserisce in una più ampia inchiesta della squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia italiana, che nelle scorse settimane ha portato a oltre venti misure cautelari per traffico internazionale di stupefacenti, con ramificazioni in più Paesi.
Il “ponte” tra la Calabria e il Sud America
Secondo gli inquirenti, Starnone aveva un ruolo chiave: manteneva i contatti con narcos colombiani ed ecuadoriani e coordinava l’invio in Italia di ingenti carichi di cocaina destinati soprattutto alla cosca di Platì. A suo carico ci sono accuse di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga e due episodi di tentata importazione di stupefacenti.
Già condannato in passato a cinque anni e mezzo per reati legati agli stupefacenti, Starnone ora attende l’estradizione in Italia. Le indagini proseguono per smantellare del tutto la rete criminale transnazionale connessa alla ‘ndrangheta.

