Un vasto incendio sta devastando il Parco Nazionale del Vesuvio, richiamando alla memoria la catastrofe del 2017. L’ipotesi di un’origine dolosa si fa sempre più concreta, mentre l’emergenza ha spinto le autorità a dichiarare lo stato di mobilitazione nazionale. Nonostante la gravità della situazione, il comune di Terzigno, inizialmente in grave pericolo, ha evitato il peggio.
Da giorni, piccoli focolai segnalati dai sindaci si sono trasformati in un fronte di fuoco lungo tre chilometri, che ha già incenerito circa 500 ettari di vegetazione. La densa colonna di fumo è visibile da decine di chilometri, da Pompei a Napoli, e frammenti di cenere cadono sulle abitazioni circostanti. Il governatore Vincenzo De Luca ha richiesto e ottenuto dal ministro Nello Musumeci lo stato di mobilitazione nazionale della Protezione Civile, un’azione che consente un coordinamento rapido e l’invio di risorse da altre regioni. Dal Centro di coordinamento dei soccorsi è giunta anche la richiesta di supporto dell’Esercito.
Attualmente, sei Canadair della flotta nazionale e quattro elicotteri regionali sono impegnati nelle operazioni di spegnimento, affiancati da oltre cento operatori tra vigili del fuoco, volontari e forze dell’ordine. Nonostante l’enorme sforzo, l’incendio è lungi dall’essere sotto controllo. La preoccupazione maggiore rimane il cambio di direzione del vento, che potrebbe spingere le fiamme verso le aree residenziali, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno, ha descritto momenti di grande tensione: “Abbiamo vissuto una situazione molto critica. All’inizio il vento spingeva verso l’alto, poi si è portato verso le abitazioni. E lì abbiamo avuto paura.” Fortunatamente, il rapido intervento dei mezzi a terra e la creazione di una distanza di sicurezza hanno scongiurato la necessità di evacuazioni, proteggendo le case e i residenti.
Il parallelismo con l’estate del 2017, quando incendi di origine dolosa accertata devastarono il Vesuvio, è inevitabile. Anche questa volta, il forte sospetto di un’azione criminale aleggia tra i sindaci. I cittadini di Terzigno, inoltre, lamentano che piccoli incendi nella pineta fossero stati segnalati già da cinque giorni. Queste segnalazioni, a loro dire, sarebbero state “probabilmente sottovalutate fino al disastro divampato ieri”, complici le condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da vento forte e alte temperature.
La speranza è che le indagini facciano luce sulle cause di questo ennesimo disastro e che i responsabili vengano individuati.

