Israele ha comunicato venerdì di aver condotto un’operazione a Daniyeh, a sud di Beirut, come parte dell’offensiva contro il gruppo terroristico Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane (FDI) hanno confermato di aver eliminato Ibrahim Aqil, uno dei membri del Consiglio di Guerra dell’organizzazione supportata dall’Iran. In un messaggio postato sul proprio account X (ex Twitter), le FDI hanno confermato l’attacco a Beirut, affermando: “In questo momento non ci sono cambiamenti nelle istruzioni del Comando del Fronte Interno. Se ci saranno aggiornamenti, li comunicheremo”. Successivamente, hanno confermato l’uccisione di Aqil e di altri leader di Hezbollah. Nel frattempo, il governo libanese ha riferito di almeno otto morti e 59 feriti.
Questa operazione si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Israele e Hezbollah, intensificatasi nelle ultime settimane con una serie di esplosioni devastanti in diverse aree del Libano. Negli ultimi giorni, il paese è stato scosso da esplosioni legate a dispositivi di comunicazione come cercapersone e walkie-talkie, utilizzati dai membri di Hezbollah. Questi attacchi, attribuiti al Mossad, hanno causato almeno 37 morti e migliaia di feriti. Le esplosioni sembrano far parte di una strategia israeliana volta a minare le capacità di comunicazione sicura del gruppo libanese.
Il 17 settembre 2024, le esplosioni iniziali dei cercapersone hanno ucciso 12 persone e ferito oltre 2.700. Il giorno successivo, sono stati attivati a distanza walkie-talkie utilizzati dai militanti di Hezbollah, causando ulteriori 20 morti e circa 450 feriti. Le vittime includono membri di Hezbollah e civili, tra cui due bambini. Gli attacchi si sono verificati in luoghi strategici come la valle della Bekaa e la periferia sud di Beirut, dove Hezbollah ha una forte presenza.
Hezbollah ha reagito con fermezza, accusando apertamente Israele di aver dichiarato guerra e promettendo una dura ritorsione. Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha definito le esplosioni un atto di guerra che richiede una risposta immediata. Nonostante Israele non abbia confermato ufficialmente il coinvolgimento del Mossad, molti analisti ritengono che queste operazioni facciano parte di una strategia più ampia per indebolire le capacità militari e comunicative del gruppo libanese senza entrare in un conflitto diretto.
L’uccisione di Ibrahim Aqil, un alto comandante di Hezbollah, rappresenta un’escalation significativa in questo contesto di tensione. Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha già annunciato l’inizio di una “nuova fase” di guerra contro Hezbollah, con l’incremento delle truppe al confine settentrionale di Israele. Questo susseguirsi di eventi potrebbe sfociare in un conflitto aperto, con ripercussioni potenzialmente destabilizzanti per tutto il Medio Oriente.
La situazione in Libano resta estremamente instabile, e si teme un’escalation di violenze, soprattutto se Hezbollah darà seguito alle minacce di vendetta contro Israele.

