Gli investigatori continuano ad analizzare tutte le informazioni contenute nei dispositivi sequestrati in attesa di individuare altre vittime.
Gli agenti della Polizia Nazionale hanno avviato un’indagine nel luglio 2022 su un possibile caso di prostituzione minorile. L’operazione, divisa in tre fasi, ha smantellato una rete di prostituzione minore che operava a Tenerife.
Nella prima fase è stata condotta una vasta operazione in diverse zone dell’Isola, nella quale sono stati effettuati cinque accertamenti e perquisizioni, che hanno portato all’arresto di sei uomini e di cinque minori vittime dei delitti indagati.
Inoltre, dopo l’analisi degli effetti intervenuti, si sono potuti identificare più di 200 acquirenti di materiale pedopornografico distribuito in tutta la Spagna.
Una volta individuate le nuove persone coinvolte nel progetto criminoso, le indagini sono proseguite in una seconda fase, che si è conclusa con l’arresto di altri sei uomini a diverso grado di coinvolgimento nei reati di prostituzione minorile, pornografia minorile e violenza sessuale su minore di sedici anni.
È poi iniziata una terza fase, nella quale sono stati identificati due uomini che si erano avvalsi dei servizi di prostituzione di alcune delle minorenni individuate. Dopo essere entrato e perquisito nell’abitazione di uno degli identificati, che è stato arrestato e successivamente posto in carcere provvisorio.
È coinvolto uno psicologo fondatore di diverse cliniche sull’Isola.
Uno degli arrestati per il suo presunto coinvolgimento in un reato di prostituzione minorile risultò essere uno psicologo che fondò due cliniche, dove svolgeva anche la sua attività professionale.
Il detenuto avrebbe più volte assunto le prestazioni sessuali di almeno due dei minori vittime e li avrebbe portati in una delle cliniche psicologiche sopra menzionate, dove avrebbe registrato molti di questi incontri.
Inoltre, a seguito delle indagini, è emerso che questa persona aveva effettuato diversi pagamenti a due degli uomini indagati nell’operazione che si dedicavano allo spaccio di materiale pedopornografico di uno dei minorenni.
In conseguenza di questi accertamenti e considerata la possibilità che la persona indagata, approfittando della sua qualità di professionista della salute mentale e di tutto ciò che ciò comporta, potesse ricevere tali prestazioni sessuali da parte di minorenni che si recavano presso la sua clinica per ricevere la terapia psicologica adeguata , è stata richiesta una perquisizione di detti uffici e della loro abitazione, anche al fine di individuare altre possibili vittime nell’elenco dei pazienti.
Dall’esito delle perquisizioni effettuate presso la sua abitazione e presso i tre uffici dello Studio psicologico di cui l’indagato era fondatore sono stati rinvenuti tre hard disk, due computer portatili, un tablet, due cellulari, tre vecchie armi da fuoco, 11.400 euro in contanti e una scatola con i dvd.
Una volta terminate le perquisizioni, è stata raccolta la dichiarazione di alcuni operatori del centro e di una delle vittime del detenuto, verificando così che questi aveva registrato i rapporti sessuali all’insaputa della vittima e quindi, senza il suo consenso.
Dopo aver messo il detenuto a disposizione della competente autorità giudiziaria, questa ha disposto la sua immissione in custodia cautelare.
Ad oggi gli investigatori continuano ad analizzare tutte le informazioni contenute nei dispositivi sequestrati, al fine di scoprire eventuali altre vittime del detenuto, nonché altro materiale pedofilo.
La Polizia Nazionale ricorda ai cittadini che possono contribuire al perseguimento di questo tipo di crimini fornendo informazioni, che saranno trattate in modo confidenziale dagli investigatori della Polizia Nazionale, all’indirizzo di posta elettronica denuncias.pornografía.infantil@policia.es .

