La scuola dovrebbe essere un luogo sicuro, dove crescere, imparare a convivere, conoscersi e rispettarsi. Ma per molti ragazzi e ragazze delle scuole medie italiane, la realtà è ben diversa: tra insulti, esclusioni e soprusi, la violenza tra pari è ormai un fenomeno dilagante.
A denunciarlo è l’ultimo report dell’Istat, presentato a Palazzo Chigi, che fotografa una realtà allarmante: il 20% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni ha dichiarato di essere vittima di bullismo. Un dato che raddoppia se si allarga lo sguardo fino ai 19 anni: oltre due adolescenti su tre (68,5%) hanno subito almeno una forma di comportamento offensivo o denigratorio nell’ultimo anno.
Numeri che raccontano molto più di semplici statistiche: dietro ogni percentuale ci sono vite, ferite invisibili, silenzi e paure. Il bullismo non è un episodio isolato: per 1 su 5 gli episodi sono ricorrenti su base mensile, mentre l’8% dei ragazzi li subisce ogni settimana.
Nord più colpito del Sud
Il fenomeno varia sensibilmente anche a livello geografico: nel Nord-Ovest, la percentuale di ragazzi che subiscono offese e prepotenze raggiunge il 71%, mentre nel Mezzogiorno si attesta comunque a un preoccupante 66,5%. In particolare, il 21,5% dei maschi e il 20,5% delle femmine si definiscono apertamente vittime di bullismo.
Il bullismo corre anche online
Ma il pericolo non si ferma nei corridoi delle scuole. Sul fronte digitale, il fenomeno assume forme ancora più insidiose. Il cyberbullismo colpisce quasi il 40% degli studenti stranieri e il 33,3% degli italiani. Non si tratta solo di parole offensive: oggi ci sono anche immagini, video falsi e contenuti manipolati con l’intelligenza artificiale, che alimentano l’umiliazione e l’isolamento delle vittime.
Valditara: “Risposta attiva delle scuole, ma serve di più”
Durante la presentazione del rapporto, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha illustrato le azioni messe in campo. «Il 96,7% delle scuole ha attivato percorsi di educazione al rispetto e alle relazioni», ha dichiarato. Inoltre, ha sottolineato come l’87% degli istituti superiori abbia aderito alle nuove linee guida sull’educazione civica, con effetti positivi sul comportamento degli studenti nel 70% dei casi.
Il ministro ha ribadito che la cultura del rispetto sarà un tema prioritario nelle nuove indicazioni nazionali in vigore da settembre 2024. Tra le misure, anche il contestato divieto di utilizzo dei cellulari a scuola, motivato – secondo Valditara – dalla necessità di ridurre l’aggressività tra studenti: «Una pausa dagli schermi può essere un primo passo per costruire relazioni più sane e consapevoli».

