Questa decisione rappresenta un cambiamento significativo per Joe Biden, che in precedenza aveva affermato più volte di non voler utilizzare i poteri presidenziali per avvantaggiare membri della propria famiglia.
Il presidente degli Stati Uniti ha graziato il figlio Hunter, evitandogli una possibile pena detentiva derivante da accuse federali di possesso illegale di armi e reati fiscali. La grazia arriva a poche settimane dall’attesa sentenza per i suoi processi in Delaware e California e a meno di due mesi dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.
Hunter Biden era stato condannato per aver falsificato un modulo federale durante l’acquisto di un’arma nel 2018, dichiarando di non essere tossicodipendente. Inoltre, era accusato di non aver pagato almeno 1,4 milioni di dollari in tasse federali. La grazia presidenziale copre non solo questi reati ma anche qualsiasi crimine federale commesso o ipoteticamente commesso tra il 2014 e il 2024.
In un comunicato, il presidente ha definito il processo contro Hunter una persecuzione politica e un errore giudiziario. Biden ha sostenuto che le accuse sono emerse solo a causa di pressioni esercitate dai suoi oppositori politici. “Nessuna persona ragionevole potrebbe concludere diversamente: Hunter è stato preso di mira solo perché è mio figlio”, ha affermato.
Hunter ha espresso gratitudine per la grazia ricevuta, promettendo di dedicare la sua vita alla lotta contro la dipendenza e a supportare chi ancora soffre. Ha ammesso i propri errori commessi durante i periodi più difficili della sua tossicodipendenza, che sono stati, a suo dire, utilizzati per attacchi politici contro di lui e la sua famiglia.

