Il sogno di diversi imprenditori canari e dello stesso Governo regionale di trasformare Naviera Armas nella “Binter del mare” svanisce. Adolfo Utor, presidente di Baleària, acquisisce anche le rotte del Mar di Alborán e dello Stretto, condivise con DFDS. L’operazione resta comunque subordinata al via libera della Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC).
Sei mesi dopo l’annuncio del presidente del Governo delle Canarie, Fernando Clavijo, che in Parlamento aveva svelato l’interesse di un gruppo di imprenditori locali ad acquisire le attività di Armas nell’arcipelago – ovvero le rotte interinsulari e quelle tra le isole e la penisola – la competizione con Baleària si conclude con la vittoria schiacciante di Adolfo Utor, che rileva l’intera compagnia. L’operazione, chiusa per un valore di 215 milioni di euro e senza debiti, è stata confermata dal quotidiano Canarias7.
Il successo dell’armatore valenciano, azionista anche del gruppo Prisa, non si limita alle Canarie: Utor acquisisce pure le rotte del Mar di Alborán e dello Stretto di Gibilterra, queste ultime condivise con DFDS Iberia S.L., che ne rileva la maggioranza per circa 40 milioni di euro. Le rotte dello Stretto hanno generato lo scorso anno quasi 70 milioni di ricavi.
Questa operazione chiude il lungo processo di ristrutturazione della naviera Armas, passata nel 2023 sotto il controllo dei fondi di investimento JP Morgan, Barings, Bain Capital, Cheney Capital e Tresidor, che ne detennero il 94% delle azioni lasciando alla famiglia Armas appena il 6%, dopo anni di difficoltà dovute all’elevato indebitamento. Inizialmente era previsto uno smembramento della compagnia in tre blocchi (Canarie, Alborán e Stretto), ma alla fine tutto il pacchetto è stato ceduto a un unico acquirente per oltre 250 milioni di euro. Anche il gruppo Grimaldi, interessato ad alcune rotte, resta così fuori dalla partita.
Gli imprenditori canari riuniti nella società Transoceánica Canaria (formata al 50% dal gruppo Boluda e al 50% da imprenditori locali come Germán Suárez, Rodolfo Núñez, José Julio Artiles e Francisco Guerra), con il sostegno del Governo regionale, avevano sperato di fare di Armas la “Binter del mare”. Tuttavia, la loro offerta di 160 milioni è stata surclassata da quella di Baleària, che ha messo sul tavolo oltre 210 milioni solo per le rotte di Canarie e Alborán, molto al di sopra della valutazione reale di circa 120 milioni.
Le rotte acquisite generano ogni anno circa 420 milioni di euro di ricavi e comprendono non solo navi, personale e concessioni, ma anche uffici e servizi nei principali porti canari (La Luz, Tenerife, Arrecife, Puerto del Rosario, La Palma, La Gomera, El Hierro), oltre alla moderna terminal passeggeri del porto di Las Palmas, inaugurata nel 2019 dal compianto Antonio Armas: la sola struttura privata di questo tipo in Spagna, costata 35 milioni di euro.
Il Governo delle Canarie ha accolto la notizia con prudenza. L’assessore alle Opere Pubbliche, Pablo Rodríguez, ha espresso fiducia nel fatto che Baleària «continui a lavorare per migliorare la connettività degli isolani». Resta però il nodo della CNMC, che dovrà valutare se l’acquisizione possa compromettere la concorrenza, dato che Baleària è già alleata con Fred Olsen sulla rotta Huelva–Canarie. Non si esclude che vengano richieste modifiche per evitare una posizione di monopolio. La chiusura definitiva dell’operazione è prevista nel primo trimestre del 2026.
Con l’integrazione di 15 navi e oltre 1.500 lavoratori tra personale di terra e flotta, Baleària diventa così il primo gruppo navale spagnolo con la capacità di competere ad armi pari con i grandi colossi internazionali. Utor ha dichiarato che «Baleària raccoglierà l’eredità di Trasmediterránea e di Naviera Armas, radicata e amata nelle Canarie, consolidando una compagnia locale forte e competitiva».
Dal canto suo, il CEO di Naviera Armas, Sergio Vélez, ha accolto con soddisfazione l’accordo, sottolineando che «l’operazione consolida il futuro della compagnia nelle regioni dove opera e apre nuove opportunità».
Quanto alle rotte dello Stretto, DFDS, che aveva già acquisito FRS Iberia Maroc a gennaio 2024, rileverà due traghetti di Armas, tra cui un RoPax e un catamarano ad alta velocità, insieme ai relativi permessi di esercizio e all’integrazione di circa 200 dipendenti. Il resto del personale passerà a Baleària, rafforzando così la cooperazione strategica tra i due operatori.
Infine, Rodríguez ha ribadito che «è fondamentale garantire la continuità del servizio, i posti di lavoro e la connettività marittima delle Canarie», mentre il Governo regionale attende ulteriori comunicazioni da Baleària e Armas su eventuali cambiamenti.
Le difficoltà di Armas erano cominciate con l’acquisizione del gruppo Trasmediterránea per 300 milioni di euro: «il pesce piccolo che si mangia quello grande», commentano fonti vicine, «ma che poi ha sofferto di indigestione». La crisi del Covid-19 e i forti investimenti, come quello della terminal de La Luz, hanno fatto il resto, segnando la fine di un’epoca.

